Il rapporto State of Geodesy 2026 delle Nazioni Unite fotografa per la prima volta la maturità della catena globale della geodesia, evidenziando competenze tecniche solide ma anche fragilità di governance, finanziamento e resilienza.
La società contemporanea si regge su un presupposto spesso invisibile: la capacità di sapere con precisione dove si trovano la Terra, i satelliti e gli oggetti che si muovono nello spazio. Ogni volta che utilizziamo un servizio di navigazione, una rete mobile, una transazione finanziaria sincronizzata nel tempo, un’applicazione di osservazione della Terra o un sistema di monitoraggio ambientale, stiamo beneficiando di un’infrastruttura scientifica e tecnologica che lavora silenziosamente sullo sfondo: la geodesia.
Il nuovo rapporto State of Geodesy 2026: A baseline maturity assessment, pubblicato dallo United Nations Global Geodetic Centre of Excellence – UN-GGCE, propone la prima valutazione sistematica della maturità della Global Geodesy Supply Chain – GGSC, la catena globale della geodesia. Si tratta dell’insieme di osservatori terrestri, centri dati, infrastrutture, software, competenze e processi che permettono di produrre i riferimenti geodetici necessari al funzionamento dei servizi satellitari e di molte infrastrutture critiche.
Il punto di partenza del documento è semplice ma decisivo: la società moderna dipende dai satelliti, ma i satelliti dipendono dalla geodesia. Per funzionare correttamente, i satelliti devono ricevere aggiornamenti continui sulla propria posizione nello spazio, sulle orbite, sull’orientamento della Terra, sul campo di gravità e sui sistemi di riferimento. Queste informazioni costituiscono i prodotti geodetici, senza i quali i servizi di posizionamento, navigazione, sincronizzazione temporale e osservazione della Terra perderebbero accuratezza e affidabilità.
Una disciplina scientifica diventata infrastruttura critica
La geodesia è la scienza che misura e descrive la forma della Terra, il suo orientamento nello spazio, il campo di gravità e le loro variazioni nel tempo. Per lungo tempo è stata percepita come una disciplina specialistica, legata alla cartografia, alla misura del territorio e alla ricerca scientifica. Oggi, invece, è diventata una componente essenziale delle infrastrutture digitali globali.
Il rapporto evidenzia come la geodesia sia ormai comparabile, per importanza sistemica, alle reti di comunicazione o alle reti elettriche. I suoi prodotti sono alla base dei sistemi GNSS come GPS, Galileo, GLONASS e BeiDou, ma anche della sincronizzazione temporale delle reti di telecomunicazione, dei mercati finanziari, delle reti energetiche, del monitoraggio climatico, della gestione delle orbite satellitari e della risposta ai disastri naturali.
Questa centralità è ancora poco percepita dal pubblico e spesso anche dai decisori politici. Il documento parla infatti di una infrastruttura invisibile: essenziale quando funziona, ma raramente riconosciuta fino al momento in cui emergono vulnerabilità o interruzioni.
La catena globale della geodesia
La Global Geodesy Supply Chain comprende tre componenti principali.
La prima è costituita dagli osservatori geodetici terrestri, distribuiti a scala globale, che monitorano il movimento della Terra e dei satelliti attraverso tecniche come GNSS, VLBI, SLR, DORIS e misure gravimetriche.
La seconda riguarda i centri dati, che raccolgono, controllano, archiviano e distribuiscono i dati prodotti dagli osservatori.
La terza è rappresentata dai centri di analisi, che trasformano questi dati in prodotti geodetici: sistemi di riferimento globali, parametri di orientamento terrestre, orbite satellitari precise, correzioni degli orologi e modelli del campo gravitazionale.
Nel documento, questa catena viene descritta come un sistema end-to-end che va dalle osservazioni a terra fino ai prodotti finali utilizzati da satelliti, servizi digitali, applicazioni scientifiche e infrastrutture operative. Il diagramma a pagina 9 del rapporto visualizza proprio questo flusso, mostrando il passaggio da osservatori, dati e analisi fino agli utenti finali dei prodotti geodetici.
Il rapporto ONU nasce per colmare una lacuna importante: fino a oggi erano stati valutati singoli elementi della geodesia globale, ma non l’intera catena come sistema integrato. Per questo il documento introduce un modello di valutazione basato su 58 capacità, organizzate in sei domini:
gestione dei dati; prodotti geodetici e software; asset e infrastrutture; coinvolgimento e collaborazione; innovazione e sviluppo; governance e strategia.
Ogni capacità viene analizzata attraverso quattro dimensioni: persone, processi, tecnologie e dati. La scala di maturità va da 0 a 5, dove i livelli più alti indicano processi strutturati, sostenibili, documentati, interoperabili e capaci di rispondere in modo affidabile alle esigenze degli utenti. Il modello integra riferimenti provenienti da framework di data management, asset management ed enterprise architecture, adattandoli al contesto specifico della geodesia.
La valutazione è stata costruita a partire dal Global Geodesy Needs Assessment 2024, che ha raccolto contributi da oltre 500 stakeholder in 110 Paesi, ed è stata poi affinata attraverso una consultazione con oltre 130 esperti e rappresentanti della comunità geodetica internazionale.
Il risultato più significativo è il punteggio medio complessivo: 2,3 su 5. Questo colloca la catena globale della geodesia tra un livello “ripetibile” e un livello “definito”. In termini pratici, significa che il sistema oggi funziona ed è in grado di produrre prodotti geodetici accurati, ma non dispone ancora della robustezza, della ridondanza e della governance necessarie per garantire continuità in modo sistematico.
Il rapporto sottolinea che l’affidabilità attuale dipende ancora in larga misura dall’impegno di persone, istituzioni scientifiche e contributi volontari, più che da accordi internazionali formalizzati e da meccanismi stabili di investimento, gestione del rischio e coordinamento.
I domini più maturi sono quelli legati alla gestione dei dati, con un punteggio medio di 2,7, e alle componenti tecniche di prodotti, software, asset e infrastrutture. Il dominio più debole è invece quello della governance e strategia, che ottiene 1,8.
Il nodo della governance
La principale criticità individuata dal rapporto riguarda la governance. Nonostante il ruolo storico e tecnico dell’International Association of Geodesy – IAG e dei suoi servizi, manca un’autorità internazionale con mandato formale per definire politiche vincolanti, coordinare investimenti, imporre requisiti operativi, gestire rischi e assicurare continuità lungo l’intera catena.
La Risoluzione 69/266 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, adottata nel 2015 e dedicata al Global Geodetic Reference Frame for Sustainable Development, rappresenta il riferimento politico più importante per la cooperazione geodetica globale. Tuttavia, essendo una risoluzione non vincolante, promuove l’azione volontaria degli Stati senza introdurre meccanismi obbligatori di attuazione o responsabilità.
Qui emerge uno dei messaggi più forti del rapporto: la geodesia globale ha sviluppato eccellenze scientifiche e tecniche grazie alla cooperazione internazionale, ma non ha ancora una struttura istituzionale paragonabile a quella di altre infrastrutture globali mature.
Rischi per la continuità dei servizi
Le conseguenze di questa debolezza non sono soltanto organizzative. Il documento richiama diversi rischi: assenza di una valutazione sistematica del rischio a livello di supply chain, presenza di punti singoli di fallimento, invecchiamento di alcune reti osservative, difficoltà nel ricambio generazionale, dipendenza da competenze individuali e fragilità nella sostenibilità del software scientifico.
Il tema è particolarmente rilevante perché i prodotti geodetici sono alla base di servizi essenziali. Una degradazione della catena geodetica potrebbe riflettersi sulla precisione dei sistemi GNSS, sulla sincronizzazione temporale delle reti, sull’osservazione della Terra, sulla gestione delle emergenze e sulla capacità di monitorare fenomeni ambientali con precisioni millimetriche o centimetriche.
In questo senso, la geodesia non riguarda soltanto la comunità scientifica. Riguarda la sicurezza delle infrastrutture, la resilienza dei sistemi digitali, la pianificazione territoriale, la gestione del rischio e la capacità di affrontare le trasformazioni ambientali.
Accanto alle criticità, il rapporto riconosce importanti punti di forza. Le reti GNSS globali, le attività di analisi, la manutenzione dei sistemi di riferimento internazionali, la calibrazione delle apparecchiature e il contributo dei servizi IAG rappresentano una base tecnica solida.
In particolare, il sistema DORIS, le reti GNSS e le attività legate ai reference frame mostrano livelli di maturità più elevati rispetto ad altri ambiti. Ciò conferma che la geodesia globale dispone di competenze, infrastrutture e pratiche scientifiche consolidate. Il problema non è quindi l’assenza di capacità tecniche, ma la mancanza di un quadro stabile che permetta di sostenerle nel tempo e di renderle resilienti rispetto alla crescente domanda di servizi.
Per la comunità geomatica, il rapporto State of Geodesy 2026 rappresenta un documento di particolare importanza. Ricorda che ogni applicazione avanzata di posizionamento, cartografia, telerilevamento, monitoraggio ambientale, digital twin, infrastrutture geospaziali e gestione del territorio poggia su una base geodetica affidabile.
Senza sistemi di riferimento stabili e aggiornati, senza reti osservative efficienti e senza prodotti geodetici accurati, la promessa della trasformazione digitale del territorio rischia di indebolirsi. La qualità dei dati geospaziali, l’interoperabilità delle piattaforme, la precisione dei servizi satellitari e la capacità di integrare osservazioni multi-sorgente dipendono tutte da questa infrastruttura di fondo.
Il documento ONU invita quindi a guardare alla geodesia non come a un settore specialistico separato, ma come alla base abilitante di molte delle tecnologie oggi considerate strategiche.
Il rapporto non formula raccomandazioni operative definitive. Si presenta piuttosto come una baseline, una fotografia iniziale dello stato della geodesia globale. Le successive analisi del Subcommittee on Geodesy di UN-GGIM, con il supporto di UN-GGCE, dovranno esaminare possibili opzioni per affrontare le lacune individuate.
Il valore del documento sta proprio in questo: rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto. La geodesia è una delle infrastrutture più silenziose e meno raccontate della modernità, ma anche una delle più decisive. Il suo rafforzamento non riguarda soltanto la comunità scientifica, ma la capacità delle società contemporanee di mantenere servizi affidabili, infrastrutture resilienti e decisioni basate su dati spaziali accurati.
Nota
Lo studio State of Geodesy 2026 è stato pubblicato dallo United Nations Global Geodetic Centre of Excellence – UN-GGCE. La valutazione è stata sviluppata attraverso una consultazione internazionale con oltre 130 esperti della comunità geodetica, con il contributo dell’International Association of Geodesy, dei principali servizi geodetici internazionali, di UN-GGIM, FIG, agenzie nazionali e stakeholder coinvolti nel Global Geodesy Needs Assessment 2024.
