Nel contesto della quarta giornata del Corso di Rilevamento Geomorfologico presso il Parco Regionale dell’Appia Antica, GEOmedia ha avuto modo di favorire e osservare un momento di confronto particolarmente significativo tra professionisti, istituzioni e aziende del settore, orientato alle nuove frontiere tecnologiche per la geologia applicata.
La giornata è stata condotta dai geologi Roberto Graciotti e Maurizio D’Orefice, esperti del Servizio Geologico ISPRA in geomorfologia e autori del volume Rilevamento geomorfologico e cartografia, già approfondito su GEOmedia nella recensione dedicata:
https://www.rivistageomedia.it/recensioni/rilevamento-geomorfologico-e-cartografia
La loro guida ha garantito un approccio rigoroso, capace di coniugare solidità metodologica e apertura verso l’innovazione tecnologica.
Come emerso chiaramente durante le attività, il rilievo geomorfologico non è una semplice raccolta di dati, ma un processo interpretativo complesso, in cui osservazione diretta, metodo scientifico e strumenti tecnologici devono integrarsi in modo coerente per restituire una lettura affidabile del territorio.
L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione formativa, ma un vero punto di connessione tra metodologie consolidate e scenari emergenti. Da un lato, il rilievo diretto sul campo, dall’altro, l’evoluzione del telerilevamento satellitare, con uno sguardo sempre più concreto verso le opportunità offerte dalla costellazione IRIDE.
Proprio in questa direzione si inserisce il contributo di GEOmedia, da sempre impegnata nel creare sinergie tra ricerca, tecnologia e applicazione operativa, favorendo il dialogo tra chi sviluppa innovazione e chi la utilizza quotidianamente sul territorio.

In figura le sei famiglie di IRIDE: HEO, otto satelliti ottici ad alta risoluzione; EAGLET II, ventiquattro satelliti ottici con ricevitori AIS per il tracciamento marittimo; NIMBUS SAR, dodici satelliti radar che operano in banda X; NOX, un singolo grande satellite SAR su orbita inclinata — questa è la vera innovazione tecnica del programma -,; PLATINO, cinque satelliti iperspettrali che costituiscono la prima costellazione di questo tipo in Europa; e NIMBUS VHR, diciotto satelliti ottici ad altissima risoluzione.
Durante la giornata, i temi trattati hanno evidenziato come il futuro della geomorfologia applicata passi sempre più attraverso l’integrazione multi-sorgente del dato. Le nuove generazioni di dati satellitari, caratterizzate da maggiore frequenza di acquisizione e risoluzione, si affiancano oggi a sistemi di rilievo in situ sempre più evoluti.
In questo scenario, la dimostrazione condotta da LGTECH ha offerto un esempio concreto di questa trasformazione: l’utilizzo di sistemi GNSS avanzati, come il Leica GS18 I, integrati con sensori aggiuntivi e tecnologie di acquisizione visuale, consente di superare i limiti tradizionali del rilievo, permettendo di operare anche in condizioni complesse e di acquisire informazioni prima difficilmente accessibili.
L’aspetto più rilevante emerso è proprio la convergenza tra spazio e campo: i dati satellitari, come quelli che saranno resi disponibili in modo sempre più sistematico da IRIDE, trovano valore quando integrati con rilievi ad alta precisione effettuati sul terreno. Questo approccio consente non solo una maggiore accuratezza, ma anche la costruzione di dataset dinamici, aggiornabili e riutilizzabili nel tempo.
Per i geologi, ciò si traduce in un cambiamento concreto del workflow: dalla semplice acquisizione puntuale si passa a una gestione continua del dato, dove rilievo, monitoraggio e analisi diventano parte di un unico ecosistema informativo.
In questo senso, la giornata ha confermato come il settore stia entrando in una nuova fase, in cui tecnologie geospaziali, sensoristica avanzata e osservazione della Terra convergono verso modelli operativi più efficienti, sicuri e predittivi.

LGTech durante una illustrazione dei sistemi nella Cartiera Latina - Appia Antica a Roma.
GEOmedia continuerà a sostenere e raccontare questi momenti di incontro, consapevole che è proprio da queste connessioni che nasce l’innovazione reale per il territorio.
