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Fotogrammetria aerea: perché il mondo sta abbandonando il pushbroom (tornando alle immagini singole)

Transizione dalla tecnologia pushbroom alle camere fotogrammetriche frame nel rilievo aereo

Dopo anni di dominio dei sensori pushbroom, la fotogrammetria aerea cambia direzione: il caso swisstopo segna il ritorno delle frame camera, ma in una forma completamente evoluta.

Nel rilievo aereo globale si sta affermando una trasformazione silenziosa ma decisiva. I sensori lineari, che per oltre un decennio hanno rappresentato lo standard per le acquisizioni su larga scala, stanno progressivamente lasciando spazio a sistemi basati su immagini singole. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di un cambio di paradigma che ridefinisce l’intero ciclo di produzione del dato geospaziale, dalla pianificazione del volo fino alla generazione di ortofoto e modelli territoriali.

ll ruolo strategico delle immagini aeree

L’acquisizione di immagini aeree è da sempre uno degli elementi chiave per la produzione dei geodati nazionali. In Svizzera, swisstopo utilizza questi dati per aggiornare il modello topografico del paesaggio, le carte nazionali e il mosaico di ortofoto ad alta risoluzione. Si tratta di un’infrastruttura informativa fondamentale per il territorio, che richiede continui aggiornamenti sia in termini di qualità sia di efficienza produttiva.

In questo contesto, l’evoluzione tecnologica dei sensori di acquisizione non è solo un fatto tecnico, ma incide direttamente sulla capacità di produrre dati affidabili e utilizzabili nei più diversi ambiti applicativi.

Per oltre quindici anni, le campagne di rilievo aereo si sono basate su sensori lineari come il Leica ADS100, sviluppato da Leica Geosystems. Il principio del pushbroom consiste nell’acquisizione continua del terreno attraverso una linea di pixel che, durante il movimento dell’aereo, genera lunghe strisce di immagini anche di decine di chilometri.

Questo approccio ha rappresentato per anni uno standard di riferimento grazie alla sua capacità di garantire una notevole continuità radiometrica e un’elevata efficienza nelle acquisizioni su larga scala. Allo stesso tempo, però, ha richiesto una gestione più complessa sia dal punto di vista geometrico sia nelle fasi di elaborazione, con pipeline altamente specializzate e fortemente legate alle caratteristiche del sensore.

Il passaggio (ritorno) alle immagini singole: Leica DMC-4S

La transizione avviata in Svizzera da swisstopo segna un cambiamento significativo con l’introduzione dei sensori matriciali Leica DMC-4S. In questo caso, l’acquisizione non avviene più in modo continuo, ma attraverso immagini discrete, riportando al centro il concetto di fotogramma.

Questa differenza apparentemente semplice ha implicazioni profonde. Le immagini singole risultano più facili da gestire dal punto di vista fotogrammetrico e consentono una maggiore libertà nella pianificazione delle missioni di volo. Inoltre, permettono di ottimizzare l’impiego delle piattaforme aeree e di adattarsi con maggiore efficacia alle condizioni operative reali, come la variabilità meteorologica o la complessità del territorio.

Il ritorno alle immagini singole richiama un passaggio fondamentale nella storia della fotogrammetria digitale. Le prime Digital Mapping Camera sviluppate da Intergraph avevano infatti introdotto proprio la logica del frame digitale, segnando il superamento delle camere analogiche tradizionali.

Con l’ingresso di Intergraph nel gruppo Hexagon, queste tecnologie sono state ulteriormente sviluppate fino ad arrivare alle attuali piattaforme Leica DMC, di cui la DMC-4S rappresenta una delle espressioni più avanzate.

Se si osserva questa evoluzione nel suo insieme, emerge chiaramente come il settore non stia tornando indietro, ma stia piuttosto convergendo verso una sintesi. Le moderne frame camera integrano infatti la robustezza concettuale delle prime camere digitali con le innovazioni introdotte negli anni successivi, inclusi i sistemi GNSS/IMU e le capacità di elaborazione avanzata.

Image dmc surveyRappresentazione di un rilievo aereo tramite DMC-4S

 

Impatti sui prodotti e sulla qualità del dato

Uno degli effetti più rilevanti di questo cambiamento riguarda i prodotti finali, in particolare le ortofoto nazionali. L’adozione delle immagini singole consente di ottenere una maggiore coerenza tra le scene e una qualità radiometrica più uniforme, riducendo al tempo stesso alcuni artefatti tipici delle acquisizioni a strisce.

Questo si traduce in dataset più affidabili e omogenei, con benefici diretti per tutte le applicazioni che dipendono da informazioni geospaziali aggiornate, dalla pianificazione territoriale al monitoraggio ambientale.

Il cambiamento introdotto non riguarda soltanto il sensore, ma investe l’intera catena di produzione del dato. Le nuove modalità di acquisizione richiedono infatti una revisione delle pipeline di elaborazione, con una maggiore apertura verso l’automazione e l’integrazione in ambienti cloud.

Le immagini discrete si inseriscono più facilmente nei flussi di lavoro moderni, inclusi quelli basati su Structure from Motion, e risultano più compatibili con le piattaforme di analisi distribuita. Nel lungo periodo, questo consente di aumentare l’efficienza complessiva e di rendere i processi più scalabili.

Una tendenza destinata a consolidarsi

La scelta di swisstopo si inserisce in un contesto più ampio che vede un progressivo allontanamento dai sensori pushbroom. Non si tratta solo di una decisione tecnologica, ma di una risposta alle esigenze emergenti del settore, che richiedono maggiore flessibilità, interoperabilità e capacità di integrazione con strumenti avanzati di analisi.

In questo scenario, la qualità del dato e la semplicità dei workflow assumono un ruolo sempre più centrale rispetto alla sola continuità dell’acquisizione.

 

Il passaggio alle immagini singole rappresenta una trasformazione significativa nella fotogrammetria aerea contemporanea. Il caso svizzero dimostra come l’innovazione possa nascere anche dalla rilettura di approcci consolidati, reinterpretati alla luce delle tecnologie attuali.

Più che un ritorno al passato, si tratta di un’evoluzione che unisce semplicità operativa, qualità del dato e integrazione nei sistemi digitali, delineando un nuovo equilibrio per la produzione di geoinformazione.

Riferimenti:
https://www.swisstopo.admin.ch/it/nuovo-sensore-di-imaging-aereo

https://www.rivistageomedia.it/survey-and-positioning/levoluzione-della-fotogrammetria-aerea-soluzioni-innovative-da-leica-per-il-mercato-attuale

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