Il mondo della geodesia e del rilievo internazionale perde una delle sue figure più influenti. Il 29 aprile 2026 si è spento all'età di 92 anni il professor Vidal Ashkenazi OBE, accademico, ricercatore e imprenditore che ha contribuito in modo determinante all'evoluzione del rilievo ingegneristico, della geodesia spaziale e delle applicazioni dei sistemi di posizionamento satellitare.
Nato a Istanbul il 7 luglio 1933, Ashkenazi crebbe in un ambiente multiculturale e multilingue. Dopo gli studi secondari presso il Collegio francese Saint-Benoît, si trasferì in Israele all'età di 15 anni grazie a una borsa di studio che gli permise di frequentare il Technion di Haifa, dove conseguì la laurea e successivamente un Master in Ingegneria Civile e Geodesia.
Dopo una prima esperienza professionale presso il Dipartimento Cartografico di Tel Aviv, si trasferì in Ghana, dove insegnò rilievo ingegneristico alla Kwame Nkrumah University of Science and Technology di Kumasi. Fu proprio in questo periodo che sviluppò una forte vocazione internazionale che avrebbe caratterizzato l'intera sua carriera.
Successivamente ottenne un DPhil in Engineering Science presso l'Università di Oxford, completato in tempi straordinariamente rapidi sotto la supervisione del dottor Alwyn Robbins. Negli anni seguenti conseguì anche un DSc basato sulla qualità scientifica di oltre 300 pubblicazioni.
Nel 1965 entrò a far parte dell'Università di Nottingham, dove avrebbe lasciato un segno profondo per oltre tre decenni. Iniziň insegnando topografia agli studenti di ingegneria civile, ma ben presto il suo lavoro si estese alla ricerca avanzata sui metodi di analisi statistica delle reti di misura e sull'impiego delle nuove tecnologie per il posizionamento.
Fu tra i primi studiosi a comprendere il potenziale dei sistemi satellitari per la geodesia. Le sue attività pionieristiche iniziarono con il sistema TRANSIT Doppler e proseguirono con l'avvento del GPS, contribuendo a trasformare radicalmente il modo di eseguire rilievi geodetici e monitoraggi di precisione.
Uno dei suoi risultati più significativi fu la fondazione, nel 1988, dell'Institute of Engineering Surveying and Space Geodesy (IESSG), centro che sotto la sua guida divenne uno dei principali poli mondiali per la ricerca e la formazione nel campo del rilievo, della geodesia e della navigazione satellitare. L'istituto contribuì in maniera decisiva a consolidare il rilievo ingegneristico come disciplina autonoma nel Regno Unito.
Quando lasciò l'Università di Nottingham nel 1998, dopo 33 anni di servizio, Ashkenazi era ormai riconosciuto come il primo Professore di Engineering Surveying del Regno Unito e come uno dei principali riferimenti internazionali del settore.
Lo stesso anno fondò Nottingham Scientific Limited (NSL), con l'obiettivo di trasferire nel mondo industriale le competenze e le innovazioni sviluppate in ambito universitario. In questa fase della sua carriera rivolse particolare attenzione allo sviluppo dei sistemi globali di navigazione satellitare, sostenendo con convinzione la necessità per l'Europa di dotarsi di un'infrastruttura autonoma. Le sue idee e il suo contributo furono tra gli elementi che alimentarono il dibattito tecnico e strategico da cui sarebbe successivamente nato il programma Galileo.
Nel corso della sua lunga attività ricevette numerosi riconoscimenti. Fu segretario della sezione Theory and Evaluation dell'International Association of Geodesy, presidente del Geodesy Sub-Committee della Royal Society e nel 1996 ricevette la Alfred Ewing Medal per il suo contributo alla ricerca ingegneristica. Nel 2008 gli venne conferita la Harold Spencer-Jones Gold Medal del Royal Institute of Navigation, mentre nel 2017 fu nominato Officer of the Order of the British Empire (OBE) per i servizi resi alla scienza.
Al di là dei riconoscimenti ufficiali, l'eredità più importante di Vidal Ashkenazi resta probabilmente nelle persone che ha formato. Generazioni di topografi, geodeti, ricercatori e professionisti della navigazione satellitare hanno beneficiato della sua visione, del suo entusiasmo e della sua costante capacità di incoraggiare l'innovazione.
Particolarmente significativo fu anche il rapporto scientifico e umano che Vidal Ashkenazi intrattenne per molti anni con il professor Giuseppe Birardi, tra le figure di riferimento della geodesia e della topografia italiana. Attraverso collaborazioni, confronti scientifici e una comune visione dell'evoluzione delle tecniche di rilievo e della geodesia satellitare, Ashkenazi contribuì a rafforzare quel dialogo internazionale che ha accompagnato la crescita della geomatica moderna tra Europa e Mediterraneo. Un legame che molti professionisti italiani ricordano ancora oggi come testimonianza della sua disponibilità, apertura al confronto e attenzione verso le nuove generazioni di ricercatori.
Con la sua scomparsa la comunità internazionale del rilievo perde uno dei protagonisti della transizione dalla geodesia classica alla moderna geodesia spaziale, una figura che ha contribuito a costruire le fondamenta scientifiche e tecnologiche dei sistemi di posizionamento che oggi supportano attività di monitoraggio, infrastrutture, cartografia e gestione del territorio in tutto il mondo.
Fonte: International Association of Geodesy (IAG). Testo basato sull'obituary a cura di Alan Dodson, Terry Moore e Mark Dumville.
