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Dati, qualità e decisioni: le domande che GEOmedia porta ad ASITA 2026

Veduta dall’alto di Piazza Maggiore e Palazzo d’Accursio a Bologna, sede di ASITA 2026.
Piazza Maggiore e Palazzo d’Accursio, sede di ASITA 2026, visti dalla Torre degli Asinelli. Foto: Andrzej Otrębski, 2009, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Dal governo dell’informazione territoriale alle applicazioni dell’osservazione della Terra, un percorso di confronto tra amministrazioni, ricerca e imprese. A Bologna GEOmedia seguirà il rapporto tra innovazione tecnologica e capacità di conoscere e gestire il territorio.

La disponibilità di immagini satellitari, rilievi aerei, acquisizioni da drone e strumenti di intelligenza artificiale amplia le possibilità di osservare il territorio. Trasformare queste possibilità in conoscenza utilizzabile richiede però scelte precise: quali dati produrre, con quale frequenza aggiornarli, come verificarne la qualità e chi debba garantirne la continuità.

Sono le domande con cui GEOmedia si avvicina ad ASITA 2026, in programma a Bologna dal 17 al 20 novembre. La Conferenza offre l’occasione per mettere in relazione le esperienze della comunità scientifica con i bisogni delle amministrazioni e le capacità delle imprese, affrontando insieme gli aspetti tecnici e le responsabilità istituzionali dell’informazione territoriale.

La nostra copertura si svilupperà attraverso articoli, interviste e approfondimenti, con tre fili conduttori: governo e qualità dei dati, osservazione della Terra per le amministrazioni, GeoAI e passaggio alle applicazioni operative.

Chi governa l’informazione territoriale?

Nella plenaria di apertura, Ilaria Tabarrani porterà una domanda che attraversa l’intero settore: «A trent’anni dall’Intesa GIS Stato-Regioni-Enti locali: chi governa oggi l’informazione territoriale in Italia?».

È un interrogativo che riguarda la distribuzione delle responsabilità, la programmazione delle acquisizioni e il raccordo tra livelli amministrativi. Un Comune, una Regione o un ente di gestione del territorio devono poter contare su informazioni adeguate alle proprie attività, conoscendone aggiornamento, caratteristiche e limiti.

Per GEOmedia questo confronto ha anche una memoria precisa. Nel 2007–2008 sostenemmo il manifesto e il percorso per l’istituzione di un’Agenzia geodetica cartografica nazionale, documentato sulle pagine della rivista (GEOmedia 1-2008) e collegato al disegno di legge Senato n. 1766.

Quel precedente costituisce un patrimonio di riflessioni da cui sviluppare una proposta adeguata al presente. Nel frattempo sono cambiate le tecnologie di acquisizione, le modalità di distribuzione, le possibilità di elaborazione e le esigenze degli utilizzatori. Occorre quindi chiedersi quali funzioni pubbliche debbano essere garantite oggi e attraverso quale organizzazione.

Ad ASITA cercheremo contributi per dare concretezza a questa domanda: esperienze di coordinamento, fabbisogni ancora insoddisfatti, ostacoli al riuso e condizioni necessarie per assicurare aggiornamenti continuativi.

Satellite, aereo e drone: scegliere a partire dal bisogno

L’osservazione della Terra sarà un secondo asse del nostro lavoro. Il confronto tra piattaforme e sensori diventa utile quando parte dall’attività da svolgere: monitorare una trasformazione urbana, analizzare lo stato della vegetazione, seguire l’evoluzione di una costa o aggiornare una base cartografica.

Quale informazione occorre? Con quale accuratezza? Quanto rapidamente deve essere disponibile? E quanto spesso deve essere aggiornata?

La dimensione del pixel è soltanto uno dei parametri da considerare. Contano anche le caratteristiche spettrali, la coerenza delle serie temporali, le condizioni di acquisizione, la geometria, la documentazione e la validazione del prodotto.

Chiederemo a ricercatori, produttori e amministrazioni di raccontare casi in cui la scelta e l’integrazione dei dati abbiano prodotto un risultato verificabile, spiegando anche i limiti incontrati. Il rapporto tra satellite, aereo, drone e misure a terra sarà affrontato attraverso questa prospettiva applicativa.

Dall’osservazione al lavoro degli uffici pubblici

Clima urbano, risorse idriche, coste, foreste e agricoltura sono ambiti nei quali il telerilevamento può alimentare attività di monitoraggio e pianificazione. Per comprenderne il valore occorre seguire il percorso completo, dall’acquisizione fino all’utilizzo dell’informazione.

Una mappa delle temperature superficiali, per esempio, apre domande sul rapporto con l’esposizione delle persone, sulle verifiche necessarie e sul suo impiego nelle politiche di adattamento. Un indicatore sullo stato della vegetazione richiede interpretazione, continuità e un collegamento con le attività di gestione.

Nelle interviste daremo quindi spazio anche agli utilizzatori: chi consulta questi prodotti, per quale compito e con quali conseguenze sulle decisioni?

Approfondiremo le condizioni che consentono di integrare dati e servizi nei sistemi informativi territoriali: competenze, accessibilità, interoperabilità, risorse e responsabilità di aggiornamento. Il contributo di programmi come Copernicus e IRIDE sarà letto in relazione a questi bisogni.

GeoAI: come verificare che il risultato sia utilizzabile?

L’intelligenza artificiale introduce nuove possibilità di classificazione, estrazione di informazioni e integrazione tra fonti. La sua utilità va valutata rispetto al contesto di applicazione.

Come si comporta un modello quando cambia il territorio osservato? Quali effetti produce il passaggio a un altro sensore o a un’altra stagione? Come vengono individuati gli errori e comunicata l’incertezza? Quale controllo resta affidato agli specialisti?

Sono domande che collegano la ricerca sulla GeoAI alla qualità dei servizi. Cercheremo esperienze capaci di spiegare il passaggio dalla sperimentazione a procedure ripetibili, documentate e sostenibili nel tempo.

Un confronto che prosegua dopo Bologna

Lo speciale GEOmedia dedicato ad ASITA raccoglierà progressivamente le voci della Conferenza, mettendo in relazione problemi, metodi e risultati.

L’obiettivo editoriale è costruire una lettura condivisa delle condizioni che permettono alle tecnologie geospaziali di diventare strumenti ordinari di conoscenza e gestione. A questo si affianca la volontà di alimentare un confronto istituzionale sulle responsabilità e sul coordinamento dell’informazione territoriale.

Ad amministrazioni, ricercatori, professionisti e imprese proponiamo una domanda comune: quale cambiamento concreto renderebbe i dati territoriali più affidabili, aggiornati e utilizzabili nel vostro lavoro?

Dalle risposte vogliamo costruire un percorso di approfondimento che continui oltre ASITA, documentando esperienze e proposte sulle pagine di GEOmedia.

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Fonti e riferimenti

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