FJD Trion X1 è un nuovo scanner LiDAR SLAM portatile progettato per rilievi 3D di interni ed esterni.
Per conoscerlo Strumenti Topografici ha deciso di portarlo subito sul campo e realizzare una prima prova operativa. Nel video hanno documentato l’intero passaggio dal rilievo alla nuvola di punti: avvio della scansione, acquisizione in movimento, controllo diretto del dato e visualizzazione finale del risultato 3D. Presentato da FJDynamics a INTERGEO 2026, FJD Trion X1 è arrivato successivamente in Italia. Forte dell’esperienza maturata negli anni con i sistemi LiDAR SLAM della gamma FJD Trion, Strumenti Topografici è stata la prima realtà italiana a portarlo sul campo per una prova operativa, documentando l’intero workflow: dall’acquisizione in movimento fino alla visualizzazione della nuvola di punti finale.
I sistemi LiDAR SLAM permettono oggi di acquisire un ambiente o un’area muovendosi direttamente al suo interno mentre lo scanner ricostruisce progressivamente ciò che lo circonda. Ma leggere una scheda tecnica non basta per capire realmente come si comporta uno strumento sul campo. Per questo, dopo il primo contatto con FJD Trion X1, abbiamo scelto di effettuare una prova reale all’esterno e documentarla in video. L’obiettivo non era realizzare un test metrologico o confrontare lo scanner con una strumentazione di riferimento ma seguire un normale workflow di acquisizione e osservare concretamente cosa succede dal momento in cui si avvia il rilievo fino alla visualizzazione della nuvola di punti ottenuta.
FJD Trion X1 acquisisce fino a 384.000 punti al secondo, con un campo visivo LiDAR di 360° × 62° e una portata che può raggiungere i 70 metri su superfici con riflettività dell’80%. In post-elaborazione l’accuratezza può arrivare fino a ±1 cm relativa e ±3 cm assoluta. Come per tutti i sistemi SLAM, le prestazioni effettive possono comunque variare in funzione dell’ambiente, delle superfici e delle modalità con cui viene eseguito il rilievo.
Approfondimento tecnico: FJD Trion X1 – caratteristiche e specifiche dello scanner LiDAR SLAM
La prova: portiamo FJD Trion X1 direttamente sul campo
Per questa prima acquisizione abbiamo scelto un ambiente esterno. La prova inizia preparando lo scanner e avviando l’acquisizione. Da quel momento l’operatore può iniziare a muoversi nell’area da rilevare mentre FJD Trion X1 raccoglie continuamente i dati LiDAR necessari a ricostruire lo spazio circostante. Ed è proprio questo uno degli aspetti che volevamo mostrare nel video: un rilievo SLAM non è composto da una successione di scansioni statiche. L’operatore continua a camminare mentre lo scanner acquisisce contemporaneamente ciò che incontra lungo il percorso. Durante la prova abbiamo quindi attraversato l’area mantenendo FJD Trion X1 in acquisizione continua, lasciando che lo strumento ricostruisse progressivamente edifici, superfici, vegetazione e gli altri elementi presenti nello spazio rilevato. Mentre ci muoviamo, sul display integrato possiamo osservare ciò che sta accadendo. La nuvola di punti inizia infatti a prendere forma direttamente davanti all’operatore e questo permette di passare da un concetto astratto — “lo scanner sta acquisendo” — a un controllo molto più immediato: possiamo vedere ciò che stiamo acquisendo mentre il rilievo è ancora in corso.
Camminiamo e la nuvola di punti prende forma
È questa probabilmente una delle parti più interessanti della prova. Con FJD Trion X1 acceso iniziamo a percorrere l’area. Il LiDAR acquisisce fino a 384.000 punti al secondo e, man mano che ci spostiamo, ciò che ci circonda viene progressivamente ricostruito in 3D. Non è quindi necessario attendere il rientro in ufficio per avere una prima idea del lavoro svolto. Sul display OLED da 3,9 pollici possiamo seguire la formazione della scansione e verificare visivamente che le diverse parti dell’area stiano entrando nel rilievo. Durante la prova questo controllo è risultato particolarmente utile perché permette di capire, mentre siamo ancora sul posto, se ciò che volevamo rilevare è stato effettivamente acquisito. Se una zona appare meno completa, possiamo continuare il percorso o passarvi nuovamente prima di chiudere la scansione. È un aspetto che sul campo rende più immediato il controllo del rilievo: non stiamo soltanto raccogliendo dati ma possiamo osservare il risultato mentre viene costruito.
LiDAR, camere e visual SLAM durante l’acquisizione
Mentre percorriamo l’area, FJD Trion X1 non utilizza soltanto il LiDAR. Lo scanner integra una camera frontale e due camere panoramiche da 48 MP, con imaging a 360°, oltre al sistema Visual SLAM. Le informazioni provenienti dai diversi sensori contribuiscono alla ricostruzione dell’ambiente e permettono di affiancare alla geometria anche una documentazione visiva del luogo rilevato. Il vantaggio diventa particolarmente evidente quando il dato viene consultato successivamente. La nuvola di punti fornisce la geometria e permette di effettuare misure, mentre le immagini aiutano a riconoscere più facilmente gli elementi presenti nella scena. Durante questa prima prova, però, il nostro interesse principale era osservare la continuità dell’acquisizione: partire da un punto, attraversare l’area e arrivare alla fine del percorso ottenendo un unico rilievo tridimensionale continuo.
Dalla scansione sul campo al risultato 3D
Concluso il percorso, arriviamo alla fase che permette realmente di valutare ciò che abbiamo acquisito. La scansione effettuata sul campo viene trasformata in una nuvola di punti tridimensionale dell’area percorsa. Ed è qui che il video chiude idealmente il workflow iniziato pochi minuti prima: siamo partiti da un ambiente reale, lo abbiamo attraversato con lo scanner e possiamo ora osservarne la ricostruzione digitale. Non abbiamo quindi una serie di fotografie o di singole scansioni indipendenti, ma un modello tridimensionale continuo all’interno del quale è possibile spostarsi e osservare l’area da differenti punti di vista. La stessa nuvola ottenuta con FJD Trion X1 è stata successivamente resa navigabile online, proprio per permettere di vedere il risultato reale di questa prima acquisizione.
Nella pagina dedicata a FJD Trion X1 è possibile navigare direttamente la nuvola di punti 3D realizzata durante il test.
Guarda la prova sul campo
Il video documenta questa prima acquisizione outdoor e permette di vedere direttamente il passaggio dall’utilizzo dello scanner sul campo alla costruzione del dato tridimensionale.
Cosa è stato verificato con questa prima acquisizione
Questa prova non aveva l’obiettivo di dimostrare tutte le funzioni disponibili sul LiDAR SLAM FJD Trion X1. Il team di Strumenti Topografici si è concentrato su un workflow molto concreto: accendere lo scanner, iniziare il rilievo, attraversare un’area esterna, controllare l’acquisizione e osservare il risultato finale. Il primo aspetto verificato è stato la continuità della scansione. Muovendosi all’interno dell’area, FJD Trion X1 ha progressivamente costruito una nuvola di punti unica del percorso effettuato. Il secondo è stato il controllo in tempo reale. Il display integrato permette di visualizzare direttamente la scansione mentre viene acquisita e di verificare, prima di lasciare il sito, che le zone di interesse siano state coperte. Il terzo riguarda il risultato finale. Terminato il rilievo, il dato può essere elaborato e successivamente consultato come una rappresentazione tridimensionale dell’area rilevata.
Il test è outdoor, FJD Trion X1 lavora anche indoor
La prova si è svolta all’esterno, ma FJD Trion X1 non nasce come scanner esclusivamente outdoor. Il sistema è progettato per acquisizioni sia indoor sia outdoor e questo permette di affrontare anche progetti nei quali lo stesso rilievo comprende ambienti differenti. All’interno di un edificio il sistema può continuare a ricostruire l’ambiente attraverso LiDAR, Visual SLAM e gli altri sensori integrati. All’esterno può invece entrare in gioco anche il posizionamento GNSS quando è necessario georeferenziare il rilievo. Pensiamo, ad esempio, a un fabbricato da rilevare completamente: il sopralluogo può comprendere il perimetro esterno, le aree circostanti e successivamente gli ambienti interni, mantenendo lo stesso approccio di acquisizione mobile. Questa prima prova ha riguardato soltanto una delle possibili condizioni di utilizzo. Un successivo test all’interno potrebbe quindi diventare un secondo caso applicativo, nel quale verificare il comportamento dello scanner in spazi chiusi, corridoi, stanze e ambienti più articolati.
Non soltanto acquisizione: cosa può essere documentato sul campo
Oltre alle funzioni utilizzate nel primo test, FJD Trion X1 permette di estendere il rilievo alla documentazione del sopralluogo. Durante la scansione è infatti possibile contrassegnare punti di interesse tramite il mirino e associare osservazioni vocali, mantenendo queste informazioni collegate al progetto 3D. Queste funzioni possono essere utili, ad esempio, nelle verifiche as-built, nei cantieri o negli impianti, dove oltre alla geometria può essere necessario ricordare una criticità o un elemento da controllare successivamente. In questo articolo preferiamo però distinguerle chiaramente da ciò che è stato realmente verificato nella prima prova di esterni: rappresentano possibilità aggiuntive dello strumento, che potranno essere approfondite in test applicativi successivi.
Dal campo all’elaborazione
Una volta terminato il rilievo, la nuvola di punti può essere elaborata attraverso FJD Trion Model e inserita nei successivi flussi di lavoro.
Elaborazione della nuvola di punti in FJD Trion Model
FJD Trion X1 consente l’esportazione nei formati LAS, PLY, PTS ed E57, mentre le immagini possono essere esportate in JPG. È inoltre possibile trasferire i dati tramite rete wireless, USB Type-C o unità flash USB. È quindi dopo la fase di acquisizione che la scansione diventa una vera base di lavoro: può essere controllata, misurata ed elaborata per ottenere la documentazione necessaria.
Colorazione della nuvola di punti in FJD Trion Model
In questo caso il passaggio è stato molto lineare:
area reale → acquisizione in movimento → controllo sul display → nuvola di punti 3D → consultazione del risultato.
Ed è proprio questa sequenza, più delle singole specifiche tecniche, ciò che si voleva verificare durante il primo utilizzo di FJD Trion X1.
Per approfondire caratteristiche, workflow e specifiche tecniche di FJD Trion X1: consulta la pagina dedicata allo scanner.
Cosa ci lascia questa prima prova
La prima prova sul campo ha permesso soprattutto di vedere FJD Trion X1 “fuori dalla scheda tecnica”. Lo scanner è stato utilizzato in un ambiente reale, percorso l’area mantenendo attiva l’acquisizione, osservato la formazione della scansione direttamente sul display e verificato successivamente il risultato sotto forma di nuvola di punti tridimensionale. Non abbiamo cercato di dimostrare tutte le funzionalità dello strumento in una sola prova e non abbiamo trasformato il test in una verifica metrologica. Abbiamo invece voluto rispondere a una domanda molto più semplice: come si traduce, sul campo, il workflow operativo di FJD Trion X1? Questa prima prova ci ha mostrato un workflow nel quale acquisizione e controllo del dato procedono insieme: mentre l’operatore percorre l’area, può osservare la scansione che prende forma e verificare sul posto il lavoro svolto. Terminato il sopralluogo, il risultato è una ricostruzione tridimensionale del luogo attraversato, pronta per essere consultata ed elaborata nelle successive fasi di lavoro.
A cura della Redazione di Strumenti Topografici
Marchio di GEC Software S.r.l.
Approfondimento tecnico: FJD Trion X1 – scheda tecnica, caratteristiche e workflow
Video: https://www.youtube.com/watch?v=KEplcdZqxJU
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