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Renzo Carlucci a Terzo Millennio: la geomatica entra nel dibattito sull'Intelligenza Artificiale

Renzo Carlucci a Terzo Millennio: la geomatica entra nel dibattito sull'Intelligenza Artificiale

Il Direttore di GEOmedia ospite della puntata dedicata all'innovazione digitale: dalla carta disegnata a mano al censimento dei 120.000 monumenti, fino alla costellazione IRIDE e alla vera Smart City.

Renzo Carlucci, ingegnere geomatico e Direttore di GEOmedia, è stato ospite di Terzo Millennio nella puntata dedicata all'innovazione digitale e all'Intelligenza Artificiale. In un dibattito affollato di voci — la trasformazione digitale del PNRR, l'etica dell'IA, lo spettacolo, perfino l'oreficeria artigiana — il suo intervento ha introdotto una prospettiva che ai talk show sull'algoritmo abitualmente sfugge: quella di chi il territorio lo misura, lo rappresenta e lo interroga per mestiere, e ha attraversato in prima persona il passaggio dalla cartografia tradizionale alla conoscenza digitale del mondo.

La domanda del conduttore, Andrea Fragasso, era di quelle che meritano risposte nette: sopra le nostre teste orbitano migliaia di satelliti che raccolgono informazioni sul pianeta; quanto ne sappiamo, davvero? Carlucci non ha esitato: «Oggi sappiamo moltissimo, molto più di quello che sapevamo venti o trent'anni fa». E lo ha detto con l'autorevolezza di chi può misurare la distanza sulla propria biografia: «Ho iniziato disegnando a mano la rappresentazione del territorio, la carta che siamo stati abituati a utilizzare. Oggi è tutto digitale».

Dalla carta al territorio interrogato

Per dare corpo a quella distanza, Carlucci ha estratto dalla memoria professionale un episodio che vale un trattato di storia amministrativa del Paese: il censimento dei monumenti italiani condotto negli anni Novanta per analizzarne vulnerabilità e rischio. «Quando abbiamo iniziato non sapevamo quanti erano e non sapevamo dove stavano». Il primo censimento ne individuò e localizzò 120.000. E qui la confessione dal sapore di paradosso: la fonte principale di quella ricognizione furono le guide del Touring Club, perché dentro l'amministrazione mancavano strumenti unificati di conoscenza.

Trent'anni dopo, il quadro è rovesciato: il Ministero della Cultura dispone di un sistema informativo completo che copre quasi il 99% del patrimonio monumentale, rischi compresi, e consente di programmare gli interventi.

Il punto, però, non è la sostituzione di uno strumento analogico con uno digitale. È il cambio di paradigma: digitalizzare non significa trasformare una carta in un file, ma costruire sistemi capaci di mettere in relazione localizzazione, caratteristiche, vulnerabilità e decisioni. Il territorio non viene più soltanto rappresentato: viene interrogato.

IRIDE, uno sguardo italiano

Da questa trasformazione al futuro prossimo il passo è breve, e porta un nome: IRIDE. Carlucci ha definito «interessantissimo» il programma della nuova costellazione satellitare interamente italiana, finanziata dal PNRR e ormai avviata alla piena operatività. Il suo valore non sta soltanto nella mole di immagini e misure che acquisirà, ma nel fatto che restituirà «dati già elaborati, preelaborati, probabilmente con un qualche briciolo di intelligenza artificiale».

Ed è proprio sulla parola del momento che il Direttore di GEOmedia ha piazzato l'affondo più elegante della serata: «Io non la chiamerei così. Noi che ci occupiamo di misura abbiamo sempre utilizzato sistemi che ci proponevano delle soluzioni, e poi noi le valutavamo, davamo il giusto valore a queste soluzioni». In una frase, un'intera epistemologia del rilevamento: la macchina propone, l'esperto valuta e valida. Quel che oggi si celebra come Intelligenza Artificiale, per chi misura il mondo è prassi consolidata da decenni — a patto di non abdicare mai al giudizio. Gli strumenti moltiplicano la capacità di osservare; la qualità della conoscenza continua a dipendere da chi sa leggere criticamente il risultato.

Dal dato al governo del territorio

La vera partita, allora, si gioca su cosa fare di questa marea di informazioni. I prodotti della nuova osservazione satellitare, ha ricordato Carlucci, sono in corso di richiesta e programmazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni: non basta possedere un'infrastruttura avanzatissima, bisogna saper trasformare i dati in servizi, analisi e strumenti utili a chi il territorio lo amministra. Il riferimento a Roma è emblematico: una città di estensione e complessità eccezionali «dovrebbe dare un impulso molto forte a chi sta indirizzando le analisi che verranno da questi satelliti completamente italiani e dedicati all'Italia».

Perché il valore dell'osservazione della Terra non lo decide la risoluzione di un sensore: lo decide la capacità di trasformare il dato in informazione per la pianificazione urbana, le infrastrutture, il monitoraggio ambientale, la tutela del patrimonio.

Smart vuol dire intelligente

L'approdo naturale della riflessione è la città. «Spero che si arrivi a una vera Smart City, una città intelligente», ha auspicato Carlucci. Con una precisazione, condivisa in studio, che smonta anni di retorica: smart non si traduce con "tecnologico", ma con "intelligente". Una città ricoperta di sensori non è per ciò stesso una città intelligente; lo diventa quando sensori, dati satellitari, GIS, Digital Twin e reti di monitoraggio confluiscono in un sistema capace di sostenere decisioni migliori e di migliorare la vita della polis.

L'intervento di Carlucci a Terzo Millennio restituisce così, in forma quasi autobiografica, sessant'anni di evoluzione della disciplina: dalla carta disegnata a mano alla digitalizzazione, dai GIS ai grandi sistemi informativi territoriali, fino alle costellazioni satellitari e all'elaborazione automatica di masse sterminate di dati. Il filo che tiene insieme tutto, però, non si è mai spezzato: misurare, localizzare, conoscere, interpretare. Perché dietro ogni Smart City, ogni modello predittivo, ogni gemello digitale resta una domanda elementare e decisiva — dove accade ciò che stiamo osservando? — e la risposta appartiene, da sempre, alla cultura geografica e cartografica.

La puntata è disponibile qui: https://youtu.be/Qz3mpnOqp90

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