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ESA - Immagine della settimana:  Stagni di fusione in Groenlandia Occidentale (02 ottobre 2022)

ESA - Immagine della settimana: Stagni di fusione in Groenlandia Occidentale (02 ottobre 2022)

Durante la primavera e l’estate, con il surriscaldamento dell’aria ed il sole battente sulla calotta di ghiaccio della Groenlandia, compaiono i cosiddetti stagni di fusione. Gli stagni di fusione sono ampie pozze di acque all'aperto che si originano sia su ghiaccio marino che su calotte glaciali. In questa immagine di Copernicus Sentinel-2 esse sono visibili come zone di acqua di colore blu-turchese.

Quando neve e ghiaccio si sciolgono sulla cima dei ghiacciai, l’acqua scorre formando canali e ruscelli che confluiscono in depressioni presenti sulla superficie. Questi stagni di fusione possono accelerare lo scioglimento del ghiaccio circostante giacchè riducono fortemente la capacità del ghiaccio di riflettere la luce solare. Questa circostanza può creare un feedback positivo laddove un numero crescente di stagni da fusione determina un maggiore assorbimento di calore, fatto che causa uno scioglimento ancora più rapido della copertura di ghiaccio. In questa immagine, catturata il 29 agosto 2022, si vede come dallo spazio possono essere facilmente individuati gli stagni di fusione nella provincia di Avannaata, che appaiono normalmente molto più scuri del ghiaccio circostante. In alcuni stagni sulla superficie dell’acqua galleggiano frammenti di ghiaccio.

La baia visibile nell’immagine è la baia di Sugar Loaf (una dentellatura della baia di Baffin a nord-est) nell’arcipelago di Upernavik. Questo arcipelago si estende dalla costa nord-occidentale della penisola di Sigguup Nunaa fino al limite meridionale della baia di Melville.

La calotta di ghiaccio della Groenlandia costituisce la più vasta massa di ghiaccio nell’emisfero settentrionale. Si estende per 2220 km da nord a sud, con uno spessore medio di circa 1500 m ed una larghezza di 1100 km nel suo punto più largo.

Al pari della maggior parte dell’emisfero settentrionale che questa estate ha subito un’ondata di calore prolungata, la Groenlandia è stata colpita da una inusuale ondata di caldo di fine stagione e da un fenomeno di scioglimento agli inizi di settembre – dello stesso tipo che normalmente avviene nel mezzo dell’estate.

Il primo giorno di settembre tipicamente segna la fine della stagione dello scioglimento del ghiaccio in Groenlandia, giacchè il Sole si posiziona più basso nel cielo con temperature che usualmente sono più fresche. Tuttavia, all’inizio di settembre 2022 le temperature hanno iniziato nuovamente a crescere quando un’area di alta pressione atmosferica si è formata sul confine sud-orientale della Groenlandia veicolando aria più calda verso nord attraverso la baia di Baffin e la costa occidentale della Groenlandia.

Questo evento ha portato al deflusso di acqua di disgelo, all’ingresso nell’oceano dell’acqua superficiale ed all’aumento del livello del mare dovuto all’estensivo scioglimento – con impatti su milioni di persone che vivono nelle comunità costiere.

In recenti studi comparsi su Nature Climate Change gli scienziati hanno stabilito che è attualmente “inevitabile” un importante innalzamento del livello del mare a causa dello scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia, anche se il consumo di combustibili fossili dovesse interrompersi da un giorno all'altro.

Utilizzando le osservazioni satellitari dal 2000 al 2019 della calotta glaciale e della riduzione di ghiaccio della Groenlandia il team ha stabilito il team ha scoperto che le perdite di ghiaccio porteranno a un aumento minimo di 27 cm indipendentemente dal cambiamento climatico.

I satelliti per l’Osservazione della Terra sono di importanza fondamentale per il monitoraggio del ghiaccio in quanto trasportano strumentazione in grado di misurare i cambiamenti di spessore delle calotte glaciali, le fluttuazioni nelle velocità dei ghiacciai di sbocco ed anche piccoli cambiamenti del campo gravitazionale della Terra causati dallo scioglimento dei ghiacci oppure dall’incremento del livello medio del mare.

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Melt ponds in West Greenland


During spring and summer, as the air warms up and the sun beats down on the Greenland Ice Sheet, melt ponds pop up. Melt ponds are vast pools of open water that form on both sea ice and ice sheets and are visible as turquoise-blue pools of water in this Copernicus Sentinel-2 image.

When snow and ice melt atop glaciers, water flows in channels and streams and collects in depressions on the surface. These melt ponds can speed up the melting of the surrounding ice since they greatly reduce the ice’s ability to reflect sunlight. This can create a positive feedback where an increasing number of melt ponds absorb more heat which causes ice cover to melt even faster. In this image, captured on 29 August 2022, melt ponds in the province of Avannaata can be easily spotted from space as they are usually much darker than the surrounding ice. In some ponds, chunks of ice float atop the pond’s waters.

The bay visible here is Sugar Loaf Bay (an indentation of the northeast Baffin Bay) in the Upernavik Archipelago. The archipelago extends from the northwest coast of Sigguup Nunaa peninsula to the southern end of Melville Bay.

The Greenland Ice Sheet is the largest ice mass in the northern hemisphere. It extends 2220 km north-south with an average thickness of around 1500 m and spans 1100 km at its widest point.

As most of the northern hemisphere baked under a prolonged heatwave this summer, Greenland has been hit with an unusual late-season heatwave and melt event in early September – the kind of melt that usually occurs in the middle of summer.

The first day of September typically marks the end of the Greenland melt season, as the sun moves lower in the sky with temperatures usually cooling. However, at the beginning of September 2022, temperatures began to rise again when a strong air pressure region parked at the southeast edge of Greenland and drew warmer air northwards across Baffin Bay and the west coast of Greenland.

This led to meltwater runoff, the amount of surface water entering the ocean, to increase with its extensive melting contributing to global sea level rise – which impacts the millions of people living in coastal communities.

In a recent paper  published in Nature Climate Change, scientists found that major sea-level rise from the melting of the Greenland ice cap is now ‘inevitable’ even if the burning of fossil fuels were to halt overnight.

Using satellite observations of Greenland ice loss and ice cap from 2000 to 2019, the team found the losses will lead to a minimum rise of 27 cm regardless of climate change.

Earth observation satellites are key to monitoring ice as they carry instruments that measure changes in the thickness of the ice sheets, fluctuations in the speed of the outlet glaciers and even small changes in Earth’s gravity field caused by melting ice as well as sea-level rise.

 [Credits: contains modified Copernicus Sentinel data (2022), processed by ESA - Translation: Gianluca Pititto]

 


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