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ESA - Immagine della settimana:  Baia dei Ghiacci, Alaska (19 giugno 2022)

ESA - Immagine della settimana: Baia dei Ghiacci, Alaska (19 giugno 2022)

In questa immagine catturata dalla missione Copernicus Sentinel-2 viene mostrata una parte del Parco Nazionale e Riserva della Baia dei Ghiacci, che si trova lungo la costa dell’Alaska sud-orientale.

Con una copertura di oltre 13 000 kmq fatta di ruvide montagne ruvide coperte di neve, laghi di acqua dolce, ghiacciai e fiordi profondi, il Parco Nazionale e Riserva della Baia dei Ghiacci è una delle caratteristiche salienti della regione dell’Alaska chiamata Inside Passage. Poiché le acque marine formano quasi un quinto di tutto il parco, la Baia dei Ghiacci è ricca di vita marina, tra cui si trovano megattere, orche e lontre marine. Inoltre, l'area ospita una vasta popolazione di orsi, alci, lupi e capre di montagna.

La baia contiene alcuni dei più impressionanti ghiacciai al mondo, che scendono ad est dall’innevato sistema montuoso di St. Elias e ad ovest dal sistema di Fairweather, con la presenza di alcuni rilevanti ghiacciai di marea che si estendono fino al mare.

Il ghiacciaio John Hopkins, visibile alla estrema sinistra dell’immagine, è il più grande ghiacciaio di marea della regione. Il ghiacciaio Muir, un tempo il più famoso dei ghiacciai di marea, in passato saliva fino a circa 80 m sull’'acqua ed era largo quasi 3 km: ma ora si è rimpicciolito, si è ritirato e neppure raggiunge più il mare.

La Baia dei Ghiacci è una delle tante aree che soffrono gli effetti del riscaldamento globale. Si prevede per il futuro che la baia diverrà più calda e più secca nel corso del prossimo secolo, con effetti diffusi tra cui l'ulteriore restringimento dei ghiacciai, la riduzione del ghiaccio marino e l'erosione del litorale.

Il monitoraggio dei ghiacciai è molto spesso una sfida, considerando le loro dimensioni, la distanza e il terreno accidentato che occupano. I satelliti, tra cui la missione ESA CryoSat (con il suo sensore spaziale più sofisticato, il radar altimetro), consentono la mappatura dei ghiacciai con un dettaglio molto fine. In uno studio pubblicato lo scorso anno su Cryosphere gli scienziati hanno utilizzato i dati provenienti dalla missione CryoSat per mostrare quanto ghiaccio fosse stato perduto dai ghiacciai nel Golfo di Alaska.

Oggi si apre l’esposizione ‘Memoria della Terra – i ghiacciai testimoniano la crisi climatica’, che segue un viaggio fotografico e scientifico sui ghiacciai di tutto il mondo, mostrando in anteprima i risultati di ‘Sulle tracce dei ghiacciai’, progetto diretto dal fotografo italiano Fabiano Ventura. L’esposizione, che è allestita nel museo Forte di Bard (Valle d’Aosta, Italia) , offre ai suoi visitatori l’opportunità di osservare gli effetti del riscaldamento globale attraverso il potere sia della fotografia, sia contemporaneamente delle immagini satellitari dell’ESA.

L’esposizione si focalizza sulle più grandi montagne di ghiaccio del mondo con 90 comparazioni fotografiche mostrate con accanto i dati scientifici raccolti durante la spedizione sui grandi ghiacciaia da parte del team di ricerca. Rimarrà visitabile fino al 18 novembre 2022 ed include immagini come quella mostrata in questa Immagine della Settimana, proveniente dal Programma Spaziale.

Maggiori informazioni sulla esposizione, parte di una collaborazione scientifica sponsorizzata dall’UNESCO, possono essere recuperate qui.

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Glacier Bay, Alaska


Part of the Glacier Bay National Park and Preserve, which lies along the coast of southeast Alaska, is featured in this image captured by the Copernicus Sentinel-2 mission.

Covering over 13 000 sq km of rugged, snow-capped mountains, freshwater lakes, glaciers and deep fjords, Glacier Bay National Park and Preserve is one of the highlights of Alaska’s Inside Passage. As marine waters make up almost one-fifth of the park, Glacier Bay is rich with marine life, including humpback whales, orcas and sea otters. It’s also home to a large population of bears, moose, wolves and mountain goats.

The bay contains some of the world’s most impressive glaciers that descend from the ice-covered St. Elias Range in the east and the Fairweather Range in the west, with a few notable tidewater glaciers extending all the way to the sea.

John Hopkins Glacier, visible in the far left of the image, is the largest tidewater glacier in the region. Muir Glacier, formerly the most famous of the tidewater glaciers, once rose around 80 m above water and was nearly 3 km wide but has now shrunk and receded and no longer reaches the sea.

Glacier Bay is just one of the many areas suffering from the effects of global warming. The bay is expected to become warmer and drier over the next century, with widespread effects including the further shrinking glaciers, reduced sea ice and shoreline erosion.

Monitoring glaciers is often a challenge considering their sheer size, remoteness and rugged terrain they occupy. Satellites, including ESA’s CryoSat mission, with its elite spaceborne sensor – the radar altimeter – allows for the mapping of glaciers in fine detail. In a study published last year in the Cryosphere, scientists utilised data from the CryoSat mission to show how much ice had been lost from mountain glaciers in the Gulf of Alaska.

Today marks the opening of the ‘Earth’s Memory - glaciers witnesses to the climate crisis’ exhibition, that follows the scientific and photographic journey of glaciers around the world, premiering the results of the ‘On the trail of the glaciers’ project directed by Italian photographer Fabiano Ventura. The exhibition, which is being held in the Forte di Bard Museum, Aosta Valley, Italy, offers its visitors the opportunity to witness the effects of global warming through the power of both photography and ESA satellite imagery.

The exhibition focuses on the world’s largest mountain glaciers with 90 photographic comparisons displayed alongside scientific data collected during the team’s expedition to the world’s largest mountain glaciers. It runs until 18 November 2022 and includes images such as the one featured on this week’s Earth from Space programme.

More information on the exhibition, which is part of a scientific collaboration between ESA and is sponsored by UNESCO, can be found here

[Credits: contains modified Copernicus Sentinel data (2021), processed by ESA - Translation: Gianluca Pititto


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