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Rilasciata in Open Data la Carta Nazionale degli Aggregati strutturali

E’ stata rilasciata da Protezione Civile un carta digitale di livello nazionale a grande dettaglio realizzata prevalentemente a partire dalla classe dell’edificato dei database geotopografici regionali, integrando in alcuni casi con la mappa Catastale, ripartita poi sulla base dei confini delle unità amministrative ISTAT aggiornati al 2021. Il grande lavoro effettuato nell’ambito del Dipartimento, che ha voluto così colmare le lacune di conoscenza del territorio che tanto gravemente hanno influito negli ultimi terremoti, è stato condotto con l’evidente intenzione di porre fine al problema della eterogeneità dei dati provenienti dalle Regioni italiane, che hanno agito anche in questo settore di rilevanza nazionale, in piena autonomia.


Così partendo dai dati di origine relativi all’edificato, eterogenei per le loro provenienze e modalità di realizzazione - anche dal punto di vista temporale -, il prodotto finale derivato ritrova quella necessaria armonizzazione a livello nazionale delle informazioni e dei contenuti generati.
Un importante lavoro, purtroppo stimolato da eventi catastrofici, che ha portato a dimostrare l’importanza della disponibilità in formati standard e armonizzati non solo tra Regioni Italiane ma verso l’intera Europa.
L’opera di armonizzazione compiuta ci riporta a pensare a quale debba essere il futuro della realizzazione e aggiornamento della cartografia, nella speranza che per tutte le Regioni si provveda a legiferare in armonia con direttive dello Stato inserite nel quadro europeo.
L’occasione dimostra ancora la necessità di una Istituzione preposta alla uniformazione dei dati cartografici italiani, visto che le varie strutture create dopo l’abolizione della Commissione preposta, non hanno prodotto la necessaria standardizzazione, che molto avrebbe facilitato questa nuova Carta Nazionale.
Dobbiamo comunque essere lieti del fatto che il dataset verrà rilasciato con licenza Open CC-BY 4.05 per il libero riutilizzo di tutti gli interessati e si integrerà con le analoghe cartografie già realizzate a livello locale a seguito dei più importanti sismi occorsi a partire da quello che colpì la provincia de L’Aquila nel 2009.
Il dataset costituirà una base cartografica comune sulla quale far convergere tutte le informazioni relative al danneggiamento del patrimonio edilizio generatosi a causa di un sisma o di altri eventi calamitosi, e alle relative attività di ricognizione anche svolte dal CNVVF, nonché ai conseguenti interventi da parte dei sindaci.
E’ compreso l’edificato (chiese e palazzi) di interesse culturale, soggetti a tutela da parte del Ministero della Cultura. Esso potrà rappresentare altresì la base dati di riferimento per la gestione dell’intero percorso della ricostruzione, nonché uno strumento molto importante per la pianificazione di emergenza a partire dal livello comunale, comprese analisi di scenario con relative raccolte dati speditive di vulnerabilità, analisi della Condizione Limite per l’Emergenza e la pianificazione di settore di protezione civile (ad es. per la salvaguardia dei Beni Culturali).
Nella seguente Tabella è riportato un quadro riepilogativo della cartografia ove per ciascuna regione è riportata la tipologia di fonte del dato cartografico con il relativo aggiornamento e sistema di riferimento.

Tabella1

 

Per cartografia, nel caso dei database geotopografici si intende lo strato “Immobili e antropizzazioni” e le classi “Edifici”, “Edifici minori” e “Manufatti industriali”. Per ciascuna classe sono stati selezionati i poligoni afferenti alle tipologie e destinazione d’uso compatibili con le attività di rilievo del danno e verifica dell’agibilità.

Come si osserva, in talune regioni, in tutto o in parte del territorio, è stato necessario utilizzare il dato cartografico dei fabbricati catastali fornito dall’Agenzia delle Entrate.
E’ incredibile notare in quale stato di eterogeneità ci si trovi anche e specialmente per il problema relativo alle date di aggiornamento ed ai sistemi di riferimento geografici utilizzati. Oltre tutto in diversi casi i dati non erano resi disponibili e liberamente scaricabili ed è stato necessario procedere con delle richieste formali.
I dati acquisiti dalle regioni e province autonome sono stati elaborati in forma automatica per provincia con una procedura automatizzata per la generazione degli aggregati strutturali in formato shapefile per ciascuno dei comuni ISTAT 2021 della medesima provincia.

I dati elaborati finali ottenuti sono stati sottoposti ad una analisi di qualità a tappeto.
Più in generale, l’auspicio è che la base dati cartografica in aggregati/unità strutturali possa diventare il riferimento anche per altre tipologie di rischio ed attività connesse.
Infine non possiamo che apprezzare l’enorme lavoro svolto dal gruppo che lo ha realizzato, sotto il coordinamento di Pierluigi Cara, per cercare di dare finalmente una svolta alla necessaria uniformità del dato cartografico del paese, che se ancora non si ritiene indispensabile per la gestione urbanistica e infrastrutturale (considerata la disattenzione generale delle Regioni in proposito), venga almeno realizzato per la prevenzione e la protezione per evitare i danni e i dissesti sia naturali che antropici.

Maggiori dettagli nella scheda relativa a questo link

 

 


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www.geoforall.it/ky388

Commenti  

# Alcune note a commentoLorenzo Luisi 2021-05-16 18:20
La tabella è incompleta; i dati esaustivi per le regioni mancanti sono presenti al link su indicato; in particolare per la Puglia [https://github .com/pcm-dpc/DP C-Aggregati-Str utturali-ITF-Su d#Fonti-dei-dat i-originali] la situazione è la seguente:
Regione - Puglia
Disponibili ne web - SI
Tipo - DBT/CTR
Anno - 2006 (agg.2011)
Scala - 1:5000
Sistema di riferimento - WGS 84 / UTM zone 33N (EPSG:32633)
Ho notato che è stato steso un velo pietoso sull'istituzion e (AIPA) che fin dal 1993 doveva occuparsi di controllare e coordinare lo sviluppo dei GIS e che confluì tre anni dopo Intesa-GIS Stato Enti Locali per incentivare interventi coordinati fra Regioni-Provinc e Autonome al fine di realizzare cartografie informatizzate per l'intero territorio nazionale (https://books.google.it/books?id=MF7uPIfgQ-cC&pg=PA64&lpg=PA64&dq=nascita+progetto+intesa-gis+1996&source=bl&ots=Pj3TZ5tHsn&sig=ACfU3U2H_H6gk9TI5gETsZeSVqpNglJooQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwixysirxs7wAhXRCuwKHQmqCQMQ6AEwCHoECAUQAw#v=onepage&q=nascita%20progetto%20intesa-gis%201996&f=false).
Nel 2016, sette anni dopo il terremoto dell'Aquila qui citaato, ci fu il terremoto che coinvolse Umbria, Marche e Lazio e dove, la comunità open cominciò a mappare gli edifici danneggiati su base Open Street Map in quanto, appunto, le tre regioni non condividevano lo stesso sistema di riferimento ... speriamo che il prossimo terremoto ci colga più preparati.
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