Skylark, nuovi satelliti per l'Osservazione dello Spazio

Stampa

Se da un lato i satelliti consentono l'osservazione della Terra per il suo monitoraggio, come ad esempio gli eventi catastrofici o il consumo di suolo o per il posizionamento, dall'altra bisogna pensare all'impatto relativo al congestionamento di quello che viene definito il "near space", in quanto ora è necessario avviare anche un monitoraggio dello Spazio.  L'orbita terrestre sta diventando terribilmente congestionata e questo crea problemi ovviamente immaginabili per evitare l'impatto con tutti questi corpi, specialmente per i razzi che devono uscire dal nostro pianeta. La grande preoccupazione è che i corpi più grandi di questa spazzatura spaziale possono rompersi e generare migliaia di detriti arrivando a generare la cosiddetta "Space Junk". L'assurdo è che per combattere questo problema siamo costretti ad immettere in orbita altri satelliti.


Thales Alenia Space ha avviato lo sviluppo e la produzione dei primi tre satelliti miniaturizzati (smallsat) che faranno parte del primo e più avanzato sistema satellitare al mondo per il monitoraggio dello spazio più vicino all'ambiente terrestre.
Il sistema spaziale Skylark genererà dati per creare servizi a valore aggiunto per la Space Situational Awareness (sorveglianza e monitoraggio dello spazio).
La capacità di osservare, comprendere e mappare il posizionamento degli oggetti creati dall’uomo in orbita intorno alla Terra (allo stato attuale sono presenti oltre seicentomila oggetti nell’orbita terrestre bassa con miliardi di elementi spaziali a rischio collisione) sta diventando una vera preoccupazione per tutti i proprietari e gli operatori di satelliti governativi e privati. Il tracciamento degli oggetti spaziali attraverso sensori ottici migliorerà e completerà i sistemi esistenti. Grazie a un’osservazione dello spazio dalle prospettive multiple, i satelliti Skylark miglioreranno in modo significativo il tracciamento degli oggetti, il numero dei detriti individuati e la capacità di predire potenziali collisioni.

(Fonte Thales Alenia Space)


 Copia qui lo "short link" a questo articolo
www.geoforall.it/

Sostieni la rivista GEOmedia ed il sito GEOforALL.it  
Da sempre abbiamo affermato la valenza pratica delle tecnologie e della ricerca applicata al Territorio e all'Ambiente, strumento aperto di informazione e di conoscenza alla portata della curiosità. Il nostro lavoro è solo avviato dal sostegno dei produttori di tecnologie, dei professionisti, degli enti e dei lettori abbonati che sono orientati al campo d'interesse e diffusione, variabile quanto imprevedibile.
La scelta  dell'Open Access Digitale gratuito è stata ed è il sostegno di una tecnologia dirompente, corollario indispensabile di decodificazione della difficoltà e novità di linguaggio, al cui fianco la memoria della stampa cartacea su abbonamento non prescinde dal piacere della lettura tradizionale, che è per definizione insito nell'informazione, perché sia tale.
Senza il vostro acquisto dovremo presto convertire un prodotto per noi insostituibile.
Abbonatevi CLICCANDO QUI