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Galileo e gli altri prodotti della ricerca e innovazione della UE impattano sulla vita quotidiana di tutti

Oggi al Parlamento europeo è stata avviata la conferenza di alto livello organizzata con la Commissione europea sulla ricerca e l'innovazione europea. La conferenza "Ricerca e innovazione dell'UE nella vita quotidiana" sta mettendo in mostra alcuni dei benefici della ricerca provenienti dalla ricerca come Galileo, il posizionamento satellitare europeo, e Casper, un robot che aiuta i bambini affetti da cancro.

La ricerca e l'innovazione non sono solo fattori importanti per lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro, ma sono anche elementi indispensabili della nostra vita quotidiana. Negli ultimi 30 anni, l'UE ha investito 200 miliardi di euro in progetti di ricerca e innovazione volti a migliorare la vita di tutti. 

Il presidente Tajani e i commissario Moedas hanno aperto la conferenza portando all’attenzione di tutti il fatto che tutti i settori hanno beneficiato della ricerca europea: medicina, farmaceutica, sostenibilità ambientale, energia, lotta all'invecchiamento, nanotecnologia, intelligenza artificiale, sicurezza alimentare, trasporti, spazio, difesa, sicurezza e sicurezza informatica, solo per citarne alcuni.

E queste innovazioni rendono le nostre vite più sane, più efficienti, più prospere. Migliaia di brillanti scienziati e innovatori in tutta Europa e nel resto del mondo hanno ricevuto finanziamenti dall'UE e grazie a loro sappiamo che la scienza e l'innovazione non sono limitate al laboratorio. Al contrario, apportano benefici reali e tangibili alla nostra vita quotidiana e rendono l'Europa e il mondo un posto migliore per tutti noi.

Il Presidente Tajani nella sua conferenza di apertura ha dichiarato :

“La nostra ambizione deve essere quella di diventare lo spazio di ricerca più grande ed attrattivo al mondo. Dal 1984, abbiamo investito oltre 200 miliardi di euro. Questi investimenti hanno avuto uno straordinario effetto moltiplicatore su competitività, export, capacità di innovare, sviluppo di nuove tecnologie. Abbiamo creato milioni di nuovi posti di lavoro e sostenuto una rete di ricercatori, Università e centri di ricerca di eccellenza assoluta”.

“Ma non basta. Il Parlamento chiede con forza più ambizione. La nostra proposta, votata il 14 novembre scorso, è di aumentarne le risorse fino a 120 miliardi di euro. Da farsi, senza aumentare le imposte, già alte, ma facendo pagare chi oggi le tasse non le paga, a cominciare dai giganti del web e dai paradisi fiscali”.

“L'Unione europea sta perdendo terreno. Gli ultimi decenni hanno visto la rapida ascesa di nuovi concorrenti che si sono aggiunti a Stati Uniti e Giappone. Prima fra tutte la Cina, che ormai ha eguagliato l’intera Unione per investimenti in Ricerca e Sviluppo. Grazie a questi investimenti, anche nelle Università, la Cina è passata dall’1% delle pubblicazioni scientifiche degli anni ottanta, all’oltre 16% di oggi”.

Ha concluso portando all’attenzione la necessità di sostenere questa visione dell’Europa ancora più amica dell’innovazione per evitare di pensare che tornando a frontiere e particolarismi nazionali, si possa stare meglio. Il futuro è e rimarrà la collaborazione tra Stati, tra Università e ricercatori, quale via maestra per proteggere meglio gli europei e per promuovere l’eccellenza del nostro continente nelle sfide con i giganti del mondo.

#ResearchImpactEU

 


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