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Lo sviluppo di servizi satellitari per l’ingegneria civile: l’esperienza del progetto I.MODI

Grazie a tutti i partecipanti provenienti dal mondo della ricerca scientifica e delle imprese del settore aerospaziale che hanno reso possibile lo scorso 15 febbraio, presso la Facoltà di Ingegneria “La Sapienza”, l’incontro organizzato da Survey Lab S.r.l. a conclusione del progetto I.MODI.

Il tema al centro dell’evento è stato quello dell'innovazione tecnologica che, partendo dai centri di ricerca, porta a sviluppare servizi operativi per le aziende. Esso è stato analizzato e approfondito da parte di ricercatori, esponenti delle agenzie spaziali e attori dell’industria aerospaziale, in tre fasi distinte:

• Ricerca e innovazione
• Le imprese e i servizi
• Demo dei servizi I.MODI

Questo evento è stato organizzato a conclusione del progetto I.MODI (Implemented MOnitoring system for structural DIsplacement), a due anni dalla vittoria dello SME Instrument Phase 2 nell’ambito del Programma H2020. In questa occasione sono stati resi noti i risultati ottenuti e presentati i servizi di monitoraggio strutturale implementati grazie a questo progetto. In linea con il Piano Strategico Space Economy, I.MODI ha sviluppato un servizio operativo basato sull’uso di archivi di dati satellitari per l’osservazione della Terra, che risponde alle esigenze dei tecnici impegnati nel controllo di strutture e dei gestori di grandi infrastrutture. Le attività, coordinate da Survey Lab S.r.l., sono state aperte da Luciano Iess e Vito De Filippo, rispettivamente Direttore del CRAS (Centro Ricerca Aerospaziale Sapienza) e sottosegretario al MIUR. Entrambi hanno dato grande risalto alla ricerca in ambito universitario, il primo sottolineando l’importanza dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, il secondo presentando i programmi di finanziamento del MIUR che consentiranno di portare avanti le attività di ricerca.

I.MODI Survey Lab.jpg

Nella sessione “Ricerca & Innovazione” sono intervenuti:
• Anilkumar Dave, Responsabile dell'Unità Innovazione e Trasferimento delle Tecnologie ASI, che ha illustrato l’ecosistema dell'Innovazione prendendo a modello il ciclo di affreschi realizzato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni di Padova.
• Marco Mastrogiuseppe, lo scienziato che per primo è riuscito a misurare la profondità di un mare extraterrestre: il Ligeia Mare di Titano, la più grande delle lune di Saturno. Ha raccontato la sua scoperta, che è stata possibile sfruttando il radar della Sonda Cassini, nata dalla collaborazione fra NASA, ESA ed ASI.
• Stefano Antonetti di D-Orbit ha parlato del quinto elemento, lo Spazio. Finora l'umanità ha esplorato e sfruttato i 4 elementi: Terra, Aria, Acqua e Fuoco. Ora grazie all'abbassamento delle barriere economiche e tecnologiche, il quinto elemento sta diventando accessibile anche alle aziende private, soprattutto grazie ai piccoli satelliti.

Nella seconda sessione, “Le imprese e i servizi”, sono intervenuti:
• Maria Marsella, CEO di Survey Lab, che ha raccontato l’esperienza del progetto I.MODI, due anni di lavoro che hanno portato a mettere a punto dei servizi di monitoraggio strutturale, basati sull’utilizzo di dati satellitari, dedicati a edifici, strade e dighe.
• Roberto Sciarra ed Enrico Cadau di Serco Italia Spa hanno illustrato la piattaforma DIAS (Data and Information Access Services), il team che ha contribuito al suo sviluppo, i servizi e i dati offerti, e i casi di uso.

Hanno concluso l’incontro:
• Cristina D’Angelo, ex direttore della Protezione Civile di Roma Capitale, che ha parlato della collaborazione tra Survey Lab S.r.rl e la Protezione Civile, e più nello specifico dell'applicazione del progetto I.MODI al V Municipio di Roma.
• Antonio D’Andrea, Preside della Facoltà di Ingegneria Sapienza, che ha sottolineato l'importanza del monitoraggio di strutture e infrastrutture con l’auspicio che l'uso dei dati satellitari diventi sempre più diffuso.

Alla fine degli interventi è stata mostrata agli interessati un’applicazione di I.MODI alla propria abitazione, è possibile visualizzare una demo registrandosi all’indirizzo: bit.ly/IMODIWebGIS

Ringraziando tutti per la partecipazione, segnaliamo a chi non è potuto essere presente che sono disponibili online le registrazioni dei singoli interventi e le slide che li hanno supportati. 


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