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Strumenti di telerilevamento atmosferico misurano le nubi di fumo su Roma dopo l'incendio

Le sostanze inquinanti contenute nella spessa nube di fumo dell'incendio su Roma, sono state misurate dagli strumenti di telerilevamento atmosferico impiegati per i progetti dell'ESA.

L'incendio si è sviluppato il 5 maggio a Pomezia, una città a 50 km a sud di Roma. Ha continuato a bruciare per due giorni. I rifiuti in fumo, che comprendevano la plastica, hanno sviluppato nel cielo una nube tossica, costringendo ad evacuare le case e le scuole della zona.

Gli strumenti di telerilevamento che vengono utilizzati per i progetti ESA hanno rivelato che il fumo provocato dall'incendio è stato trasportato dal vento sopra la città di Roma. In particolare, i rilievi di due strumenti Pandora su due diversi siti mostrano che c’è stato un aumento considerevole delle concentrazioni di diossido di azoto e formaldeide. Questi sono due inquinanti atmosferici che possono rappresentare rischi potenziali per la salute. Il diossido di azoto, che normalmente inquina l'aria a causa del traffico stradale e di altre combustioni dei combustibili fossili, può contribuire ai problemi respiratori.

La formaldeide è un importante gas intermedio nell'ossidazione del metano e di altri idrocarburi. Mentre la sua vita nell'aria è breve, esso può reagire chimicamente e diventare una sorgente di monossido di carbonio, che, quando respirato, può ridurre la quantità di ossigeno che può essere trasportata nel sistema sanguigno.

Uno degli strumenti di Pandora, il numero 115, si trova in una zona semi-rurale presso l'Istituto di Scienze Atmosferiche e del Clima, mentre Pandora numero 117 è presso il Dipartimento di Fisica dell'Università La Sapienza, vicino al centro di Roma.

Entrambi fanno parte di un insieme di strumenti di telerilevamento atmosferico – il Boundary layer Air Quality-analysis Using Networks of Instruments (BAQUININ) – che è finanziato dall'ESA per la validazione e la convalida della composizione atmosferica.

Fire_seen_by_Sentinel-3A_small.jpg

L'incendio visto da Sentinel-3A (Credits ESA)

Mentre l'incendio è stato un incidente piuttosto scioccante per le persone del luogo e chiaramente una causa di preoccupazione per quanto riguarda sia la sicurezza che l'inquinamento atmosferico, il fatto che le sostanze inquinanti siano state misurate con precisione da questi strumenti ha dimostrato che il set di strumenti fornisce informazioni importanti e di alta qualità sulla qualità dell'aria nella zona di Roma.

Inoltre, questa funzione sarà di rilievo nel verificare che la prossima missione Sentinel-5 Precursor riporti dati accurati sulla qualità dell'aria.

Previsto per il lancio entro l'anno, Sentinel-5 Precursor – o, in breve, Sentinel-5P - è la prima missione del programma europeo Copernicus dedicata al monitoraggio della nostra atmosfera. Questo nuovo satellite ha a bordo lo strumento all'avanguardia denominato Tropomi, per effettuare le mappature di una moltitudine di gas traccia e di aerosol che influenzano la qualità dell'aria ed il nostro clima.

La missione identificherà inoltre i punti critici dove la salute pubblica potrebbe essere a rischio.

Ciò che distingue Tropomi è il fatto che esso misuri dall'ultravioletto all'infrarosso ad onde corte, prendendo immagini di una vasta gamma di sostanze inquinanti come il diossido di azoto, l'ozono, la formaldeide, l'anidride solforosa, il metano, il monossido di carbonio, più accurate che mai finora. Con una risoluzione fino a 7 x 3.5km, Sentinel-5P ha il potenziale per rilevare l'inquinamento atmosferico sulle singole città.

Fire_captured_by_Proba-V_small.jpgL'incendio nell'immagine Proba-V (Credits ESA)
Dati satellitari come questi sono utilizzati, in combinazione con misurazioni in situ della qualità dell'aria, in modelli al computer che possono aiutare i governi e gli organi decisionali a sviluppare strategie di mitigazione per migliorare la qualità dell'aria.

Il fumo dell'incendio è stato ripreso dallo spazio anche dal satellite Sentinel-3A del programma europeo Copernicus e dal satellite Proba-V.

Fonte: European Space Agency


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