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La Grande Barriera Corallina australiana (particolare)

ESA - Immagine della settimana: La Grande Barriera Corallina (04 Giugno 2017)

Il satellite Sentinel-2A del programma europeo Copernicus ci porta al di sopra di una parte della Grande Barriera Corallina che sorge al largo della costa nord-orientale dell’Australia, con una acquisizione effettuata in data 1 aprile 2017 (guradala/scaricala in alta risoluzione).

Con una estensione di oltre 2000 km ed una copertura superficiale di circa 350000 kmq,  questa barriera è la più grande singola struttura al mondo realizzata da organismi viventi, chiamati ‘polipi del corallo’.

In realtà, a dispetto del nome, non si tratta di una singola barriera, bensì  di un sistema composto da circa 3000 differenti  barriere. Nel suo complesso esso ospita oltre 1500 specie di pesci tropicali, 400 tipi di corallo, oltre 200 specie di volatili, 5000 specie di molluschi, 500 specie di alghe marine e 6 specie di tartarughe marine. Inoltre, costituisce una fonte di approvvigionamento alimentare per la balena gibbosa.

Riconoscendo la sua importanza nel 1981 la Barriera è stata decretata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e costituisce tuttora l’area marina più protetta al mondo.

Le barriere coralline in tutto il globo sono sempre più minacciate dal fenomeno dello sbiancamento dei coralli. Questo evento si verifica quando le alghe che vivono nel tessuto del corallo – con il compito di catturare l’energia solare  e permettere così al corallo di sopravvivere- vengono di fatto espulse a causa della elevata temperature dell’acqua.

Il corallo sbiancato rischia la morte, con conseguenti effetti sull’ecosistema della Barriera ed a seguire sulla pesca, sul turismo regionale e sulla protezione costiera.

I coralli della Grande Barriera Corallina hanno subito nel corso degli ultimi anni due eventi di sbiancamento.

Gli esperti sono molto preoccupati sulla capacità di sopravvivenza della Barriera di fronte alla accresciuta frequenza di eventi che inducono aumenti di temperature globale sul nostro pianeta.


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Great Barrier Reef


The Copernicus Sentinel-2A satellite takes us over part of the Great Barrier Reef off Australia’s northeast coast on 1 April 2017.

Extending more than 2000 km and covering an area of some 350 000 sq km, it is the planet's biggest single structure made by living organisms, called coral polyps.

Despite its name, it is not  a single reef but contains nearly 3000 different reefs. The reef is home to over 1500 tropical fish species, 400 types of coral, more than 200 species of bird, 5000 species of mollusc, 500 species of seaweed and six species of sea turtle. It is also a breeding area for humpback whales.

In recognition of its significance, the reef was made a UNESCO World Heritage Site in 1981 and is the world’s most protected marine area.

Coral reefs worldwide are increasingly under threat from coral bleaching. This happens when algae living in the corals’ tissues, which capture the Sun’s energy and are essential to coral survival, are expelled owing to high water temperatures.

The whitening coral may die, with subsequent effects on the reef ecosystem, and thus fisheries, regional tourism and coastal protection.

The corals of the Great Barrier Reef have now suffered two bleaching events in successive years.

Experts are very concerned about the capacity for reef survival under the increased frequency of these global warming-induced events.

(Fonte: ESA - Image of the week: "Great Barrier Reef". Traduzione: Gianluca Pititto)


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