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GEOWEB introduce servizi digitali innovativi a supporto del Piano di gestione dei Rifiuti

Pensiamo che tutte le professioni debbano portare un contributo all’elaborazione di una risposta collettiva di contrasto rispetto ai cambiamenti climatici che affliggono i nostri tempi. In tal senso, un significativo risparmio energetico può venire dalla rivisitazione del ciclo di vita dei fabbricati che andrebbe modificato dalla tradizionale risposta ‘lineare’ (Cradle to Grave: dalla culla alla tomba), grandemente energivora, verso la realizzazione di diversi cicli di decostruzione/ricostruzione che consentano, in pari tempo, l’adozione di un sempre maggior contenuto di ‘riuso’ (Cradle to Cradle: dalla culla alla culla) di materiali provenienti dalle ‘filiere’ di recupero, che rappresenta uno dei fattori chiave da incentivare.

La decostruzione selettiva consente la corretta alimentazione dei workflow di recupero e/o di rigenerazione dei materiali. Tale decostruzione selettiva va vista, per i manufatti edili, alla stregua di quello che è la raccolta differenziata per i rifiuti domestici.

In Europa le buone pratiche Inglesi e Olandesi hanno portato all’emersione certificata di più dell’80% dei rifiuti appartenenti al ciclo C&D (Costruzione e Demolizione) attraverso l’adozione di uno strumento chiamato ‘Piano di Smaltimento dei Rifiuti’. Oggi l’Europa chiede, agli altri Stati membri, di raggiungere almeno il 70% di emersione dei rifiuti da C&D entro il 2020 (in Italia non ci sono stime precise ma si valuta ottimistico un dato, all’attualità, pari a solo il 10%).
GEOWEB, facendo tesoro delle citate ‘buone pratiche’, vuole contribuire a questo processo virtuoso con dei servizi digitali innovativi che ‘diminuiscano’ il contenuto meramente ‘burocratico’ insito in detti adempimenti.
La rete delle professioni, alla quale GEOWEB offre i suoi servizi, verrà dotata di processi digitali che consentiranno di operare su scenari di realtà virtuale/aumentata mediante l’uso di in una innovativa modellazione tridimensionale. Il professionista non dovrà ‘compilare’ burocraticamente dei moduli, quali, ad esempio, il Piano di smaltimento dei rifiuti, il Registro di carico e scarico, il FIR (Formulario di Identificazione dei rifiuti), la componente MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale), bensì, potrà operare direttamente su una realtà virtuale molto simile a quella reale perché descritta da una nuvola di punti (catturata da moderni strumenti di digitalizzazione 3D), innestata su una modellazione tridimensionale mediante la quale il professionista sarà in grado di descrivere facilmente i materiali (codifica CER – Codifica Europea dei Rifiuti) di cui l’immobile è composto. Questo vero e proprio ‘Brogliaccio di cantiere’, oltre alle tradizionali operazioni di ‘due diligence’ (comparazione tra realtà documentale e realtà territoriale), consentirà, a un elevato contenuto di automazione, la produzione della citata modulistica, propria dei processi certificati di smaltimento dei rifiuti, in una modalità che si addice a un vero processo di digitalizzazione.
I moduli necessari all’espletamento burocratico proprio dei processi di smaltimento dei rifiuti verranno automaticamente prodotti dal modellatore che fornirà, all’occorrenza, anche un cronoprogramma (GANTT) relativo alla Demolizione selettiva utile ai processi di sostituzione edilizia che verranno sempre più richiesti in ragione del fatto che i nuovi Piani Regolatori privilegeranno il riuso di aree antropizzate all’occupazione di nuove aree.

Antonio Bottaro - CEO GEOWEB S.p.A.

A breve sarà pubblicato un approfondimento sul magazine GEOmedia.

(Fonte: GEOWEB)


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