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Una forte complessità sottosuolo a Londra

Un nuovo Catasto si affaccia all'orizzonte, quello del sotto e sopra suolo.

Dopo il Catasto Urbano, il Catasto Terreni e il Catasto Strade si affaccia in Italia il Catasto del sotto e sopra suolo. Spinto dalla realizzazione della banda larga, si pone come indispensabile sistema informativo atto alla distribuzione di infrastrutture di dati geografici essenzialmente connessi alla comunicazione. Ma questa volta il gestore cambia e si affaccia il Ministero dello Sviluppo Economico, visto che quello delle Finanze già gestisce il Catasto Terreni e Urbano e quello delle Infrastrutture e Trasporti gestisce il Catasto Strade con Anas.

Così la banda larga diventa l'artefice di un grande passo in avanti per il nostro paese che si accorge solo ora che per fare opere come quella della banda larga, da tutti fortemente auspicata, necessita quanto meno una cartografia di base comune a tutto il territorio che superi il federalismo delle regioni.

Ed ecco che il decreto ministeriale dell'11 maggio scorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n.139 del 16-6-2016), e quindi operativo dal 16 giugno 2016, istituisce il SINFI - Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture. Il decreto oltre a sancire la nascita del nuovo sistema informativo ne detta le regole per la sua costituzione e i tempi di realizzazione, precisando comunque che tutto si realizzerà a costo zero.

Grazie al catasto del sotto e sopra suolo chi intende posare nuova fibra ottica per realizzare le sue infrastrutture di banda larga potrà scoprire dove si trovano ad esempio quelle già posate da anni ma ancora non utilizzate e le infrastrutture di altre aziende (elettriche, gas, acqua) da poter utilizzare per far passare la nuova fibra senza dover operare nuovi, costosi ed invasivi scavi.

I dati catalogati nel SINFI comprenderanno elementi del soprasuolo e elementi del sottosuolo i cui contenuti si riferiscono a:

  • reti di telecomunicazione;
  • reti elettriche;
  • reti di approvvigionamento idrico;
  • rete di smaltimento delle acque;
  • reti del gas;
  • reti per il teleriscaldamento;
  • oleodotti;
  • reti per la pubblica illuminazione;
  • siti radio di operatori TLC o di emittenti radio-televisive;
  • infrastrutture ad uso promiscuo.

Tutte le amministrazioni pubbliche titolari e detentrici delle informazioni e gli operatori di rete e gestori di infrastrutture fisiche, relativamente alle reti pubbliche di comunicazioni infrastrutture e fisiche di propria competenza dovranno contribuire alla costituzione ed aggiornamento del SINFI.

Il modello dati del SINFI sarà modellato secondo le regole tecniche pubblicate sul portale del RNDT il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali.
Per la definizione del modello dati per il soprasuolo si fa riferimento alle Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database Geotopografici, adottate con decreto
ministeriale del 10 novembre 2011.
Per la definizione del modello dati per il sottosuolo si fa riferimento alla «regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto delle reti di sottoservizi» in corso di adozione da parte dell'Agenzia per l'Italia Digitale.
Il modello dati del SINFI e' stato prodotto utilizzando gli strumenti propri della metodologia GeoUML (sviluppati in ambito CISIS, in collaborazione con il Politecnico di Milano e disponibili in modalita' open-source). In particolare, la componente GeoUML Catalogue puo' rappresentare un valido supporto in fase di gestione e implementazione delle regole tecniche.
Con riferimento alla precisione geometrica dei dati che popoleranno il SINFI, vista l'eterogeneita' dei soggetti coinvolti, si prevede l'implementazione di un sistema in grado di gestire dati geografici multiscala.

Con riferimento agli elementi del soprasuolo, i livelli di approfondimento previsti saranno i seguenti:

  • scala 1/2000 - in ambito urbano
  • scala 5000/10000 in ambito extraurbano

Per quanto riguarda la componente geodetica, in conformita' a quanto previsto dal DM 10 novembre 2011, il SINFI adotta il «sistema di riferimento geodetico nazionale» costituito dalla realizzazione ETRF2000 all'epoca 2008.0 - del Sistema di riferimento geodetico europeo ETRS89, ottenuta nell'anno 2009 dall'Istituto Geografico Militare, mediante l'individuazione delle stazioni permanenti, l'acquisizione dei dati ed il calcolo della Rete Dinamica Nazionale.

In ultimo la legge precisa che:

“Il Sistema di riferimento geodetico nazionale consente la documentazione, la fruibilita' e lo scambio di dati territoriali fra le amministrazioni centrali, regionali e locali”

Non c'è che dire, il legislatore ha dovuto destreggiarsi da decine di prescrizioni diverse riuscendo in ultimo comunque a condurre in porto una legge che dimostrerà a breve la necessità di completamento e aggiornamento dell'Infrastruttura di Dati Teritoriali di livello nazionale. Il vero problema risiede nel fatto che le nostre città hanno quasi tutte un centro storico complesso nel quale spesso e volentieri nessuno sa dove passano le reti infrastrutturali.

(Fonte MIFE)

 

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