Concetti di deorbitazione con vele

Esa alla ricerca di idee per ridurre il problema dei rifiuti spaziali

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Con l’esperienza del problema dei rifiuti che abbiamo sulla Terra, ove negli ultimi decenni abbiamo imparato a gestire alla fonte i rifiuti riducendone l’emissione, non potevamo pensare che con migliaia di satelliti avremmo riempito lo spazio di detriti al livello tale da rendere rischiosa oggi la sua navigazione?

Il programma tecnologico CleanSat dell'ESA sta invitando l'industria europea a presentare idee per sistemi adatti alla prossima generazione di piattaforme satellitari a bassa orbita. Esse devono essere conformi ai requisiti per la mitigazione dei detriti spaziali, migliorando contemporaneamente le prestazioni della piattaforma e della competitività.

Orbite basse fino a 2000 km al di sopra del nostro mondo formano la regione più fortemente congestionata dello spazio, ampiamente utilizzata per l'osservazione della Terra e per alcuni tipi di satelliti di telecomunicazioni.

La crescita degli sciami di detriti sono un pericolo chiaro e presente, muovendosi a più di qualche chilometro al secondo, un detrito di dimensione di 1cm può colpire con la forza di una bomba a mano.

Un numero crescente di paesi sta via via introducendo regolamentazioni volte a limitare la produzione di nuovi detriti all'interno delle orbite basse protette, in genere con l'intenzione di portare i satelliti che decadono verso il basso entro 25 anni dalla fine della loro vita lavorativa, riducendo il rischio per le persone su la terra a meno di 1 su 10000.

Hanno anche bisogno di essere resi passivi con la rimozione del propellente avanzato e spegnere le batterie per evitare esplosioni.

Alcuni approcci includono la propulsione per il deorbiting o reorbiting, un approccio per garantire che i satelliti sicuramente bruceranno nell'atmosfera senza la necessità di rientro a Terra.

Un workshop di CleanSat a marzo scorso ha avviato la discussione con l'industria. Il bando ESA invita a proporre sistemi di costruzione con studi di follow-up che coinvolgano i fornitori, l'ESA e gli integratori dei satellite.

I risultati saranno inclusi in un piano CleanSat da sottoporre al Consiglio ministeriale dell'ESA a fine 2016.

Per partecipare, maggiori informazioni sono fornite sul sito di gara dell'ESA:

http://emits.sso.esa.int/emits/owa/emits.main

 

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