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Tecnologie e strumenti per l’analisi, monitoraggio e rilievo di beni culturali e territorio: un report dal Forum TECHNOLOGYforALL 2015

I temi legati allo sviluppo ed all’innovazione delle tecnologie per l’analisi ed il rilievo hanno avuto un particolare occhio di riguardo nell’edizione 2015 di TechnologyForAll, con una sessione ad essi appositamente dedicata. La sessione ha occupato l’intera mattinata del 14 maggio ed ha visto il contributo di ben 14 relatori.

L’importanza del tema trattato è palese pensando alla importanza che riveste l’acquisizione e l’analisi del dato (in termini di qualità, rapidità di acquisizione, completezza) all’interno delle tante attività che caratterizzano – ad esempio - i temi della Gestione del Territorio e della Conservazione dei Beni Culturali.

A partire da questa ovvia constatazione il Forum ha aperto una ricca finestra informativa sul tema, portando all’attenzione del pubblico una serie di studi ed esperienze operative provenienti dal mondo delle imprese.
Un primo approfondimento di grande interesse ed attualità ha riguardato il monitoraggio e controllo dei fenomeni di dissesto del Patrimonio Culturale. L’UNESCO ci ricorda che più di ¾ dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità sono esposti a rischi naturali ed i numeri salgono vertiginosamente soprattutto in Italia. Nel nostro paese l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è impegnato da diversi anni su progetti di studio, nazionali ed internazionali, focalizzati sulle dinamiche naturali che interagiscono con il Patrimonio Culturale mondiale. In questa ottica sono stati progettati, realizzati e testati diversi sistemi di monitoraggio (sia remoto che in situ) nei più importanti siti storico-archeologici (Machu Picchu in Perù, Isola di Pasqua, Petra in Giordania) , con l’adozione di tecniche innovative finalizzate alla protezione ed alla conservazione.
Più orientata verso la gestione dei problemi ambientali è stata la presentazione della tecnologia dei sensori iperspettrali, tema di studio seguito molto da vicino dalla Facoltà di Ingegneria Edile ed Ambientale dell’Università “La Sapienza” di Roma. In questo ambito sono stati presentati i risultati ottenuti con questa tecnologia nella identificazione con alto livello di dettaglio delle caratteristiche fisiche e chimiche dei materiali. Il monitoraggio iperspettrale si presta molto bene in particolare alla classificazione della vegetazione, del livello trofico delle acque, allo studio del degrado del suolo, alla caratterizzazione degli asfalti e delle plastiche, dando un concreto strumento per l’identificazione di strumenti di intervento mirati, con aumento di efficacia del risultato e contemporaneamente di riduzione dei costi.
Sempre in tema di Gestione del Territorio Esri ha presentato un innovativo sistema di monitoraggio real-time delle deformazioni del suolo (progetto SIMULATOR), co-finanziato dalla regione Lombardia. Il sistema utilizza una rete di sensori GNSS disposti opportunamente sul fronte franoso, che hanno capacità di ritrasmissione del dato via GPRS ad un “concentratore” che a sua volta li trasferisce ad un server di calcolo per operare il processamento. Il sistema entrerà in funzione a partire dal mese di Maggio 2015 su un’area di frana reale.
Naturalmente non poteva mancare l’ampio spettro di prospettive che le tecnologie satellitari offrono in tema di Osservazione della Terra. Planetek ha tracciato in questo senso gli scenari dell’immediato futuro, in particolare con riferimento ai satelliti che saranno immessi in orbita a breve nei prossimi anni, con specifico riferimento alle tecnologie dei micro e nano satelliti.
Uno spazio rilevante è stato dedicato al monitoraggio 3D, in particolare del patrimonio storico-monumentale. Leica e 3DZ hanno fatto capire come oggi nella rappresentazione digitale del territorio e dei beni archeologici sia necessario integrare le tecnologie di acquisizione 3D tradizionali (realizzate con tecniche topografiche) con le tecnologie più innovative (realizzate con scansione laser 3D). I laser scanner di ultima generazione hanno ulteriormente incrementato la quantità e qualità dei dati e richiedono metodi sempre più avanzati di elaborazione. In questo ambito è stata presentata anche una esperienza di restauro molto spettacolare di una maschera danneggiata dell’ Antica Roma, utilizzando uno scanner 3D ed una stampante 3D per la ricostruzione.
Infine, ampio spazio è stato dedicato ad applicazioni avanzate di rilievo su aree archeologiche e siti inquinati facenti uso di tecnologie fotogrammetriche basate sull’impiego di droni. Aziende come Trimble, Aermatica e FlyTop hanno mostrato una serie di interessanti progetti e soluzioni in questo ambito, in cui entusiasmo e scetticismo si confrontano di fronte al repentino avvento in ambito civile della tecnologia dei droni. Sono state sviscerate le potenzialità del loro impiego, evidenziando che al momento esse richiedono certamente un’opera di integrazione con i sistemi e gli strumenti più tradizionali.
La sessione ha visto la partecipazione di pubblico molto interessato ai temi proposti, alle cui domande i relatori hanno volentieri risposto, sia pur nel poco tempo rimasto a margine dell’intensa mattinata.

di Gianluca Pititto


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