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Il Mare di Aral

ESA - Immagine della settimana: Fondale psichedelico (29 Marzo 2015)

L’immagine satellitare che pubblichiamo questa settimana è stata ottenuta dal radar multitemporale ad immagini di Sentinel-1A e mostra il Mare di Aral, che si trova lungo il confine tra Kazakistan ed  Uzbekistan, nell’ Asia Centrale (guardala/scaricala in alta risoluzione).

Il Mare di Aral costituisce un emblematico esempio dell’impatto umano sulle risorse naturali ed ambientali. In passato è stato il quarto bacino d’acqua interno a livello mondiale, ma oggi ha perduto circa il 90% del proprio volume idrico a causa delle attività di irrigazione avviate dalla ex URSS a partire dal 1960.

L’evaporazione dell’acqua ha determinato la comparsa di un terreno di colore chiaro, salato e secco, oggi chiamato il Deserto di Aral Karakum. Ogni anno violente tempeste di sabbia  catturano sale e sabbia dal deserto, che sono trasportati attraverso centinaia di chilometri, causando  rilevanti problemi di salute per le popolazioni locali e determinando nella regione inverni più freddi ed estati più calde.

Gli effetti di queste tempeste sulla salute degli esseri umani sono amplificati da sostanze chimiche presenti nelle pianure secche, dovute a sperimentazioni di armi avvenute nel passato, progetti industriali e deflusso di fertilizzanti.

A tutto questo va inoltre aggiunto che l’industria della pesca dell’area – che un tempo occupava migliaia di persone – oggi risulta totalmente compromessa.

La Banca Mondiale ed il Kazakistan hanno lavorato insieme per la realizzazione della diga Kok-Aral, con l’obiettivo di stabilizzare la sezione settentrionale del Mare. La sezione meridionale del Mare di Aral – parte della quale è mostrata nell’immagine- fu esclusa dal progetto e si prevede che inaridisca completamente a partire dalla fine di questa decade.

Questa immagine è stata ottenuta con la combinazione di tre scansioni radar di Sentinel-1A, ad ognuna delle quali è stato assegnato un colore: il rosso (17 Ottobre 2014), il verde (28 Dicembre 2014) ed il blu (14 Febbraio 2015). I colori differenti indicano i mutamenti avvenuti tra le diverse acquisizioni.

In basso a destra  una forma 'a boomerang' di colore rosso, giallo e verde indica la regione dove l’acqua proveniente da un fiume fluisce all’interno del fondale secco  ed i colori mostrano come l’area ricoperta dall’acqua sia cresciuta nel tempo.

Lungo il lato sinistro dell’immagine la grande area scura indica la zona in cui l’acqua è ancora presente. I colori lungo i margini della zona descrivono i cambiamenti di livello dell’acqua occorsi tra le varie acquisizioni. Il colore rosso indica un livello più basso rispetto al blu, per cui si deduce che il livello dell’acqua è risultato  più basso il 17 Ottobre 2014 rispetto al 14 Febbraio 2015.

Effettuando uno zoom nell’angolo in basso a sinistra possiamo osservare la traccia rettilinea di una strada esterna  al fondale, con puntini bianchi dovuti a  riflessioni radar causate da infrastrutture di realizzazione umana. Punti bianchi appaiono anche in direzione est, indicando infrastrutture costruite all’interno del fondale.



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Psychedelic seabed


This multitemporal Sentinel-1A radar image shows the Aral Sea, located on the border between Kazakhstan and Uzbekistan in Central Asia (view/download in Hi-Res).

The Aral Sea is a striking example of humankind’s impact on the environment and natural resources. Once the world’s fourth-largest inland water body, it has lost around 90% of its water volume since 1960 because of Soviet-era irrigation schemes.

As the water evaporated, it left behind a dry, white salt terrain now called the Aral Karakum Desert. Each year violent sandstorms pick up salt and sand from the desert and transport it across hundreds of kilometres, causing severe health problems for the local population and making regional winters colder and summers hotter.

Chemicals in the dry plains from former weapons testing, industrial projects and fertiliser runoff exacerbates the effects of these storms on health.

In addition, the area’s fishing industry – which once employed tens of thousands of people – has been devastated.

The World Bank and Kazakhstan has worked together to build the Kok-Aral dyke to stabilise the northern section of the sea. The Aral Sea’s southern section – part of which is pictured here – was beyond saving and is projected to dry out completely by the end of this decade.

This image was created by combining three radar scans from Sentinel-1A, assigning each a colour: red (from 17 October 2014), green (from 28 December 2014) and blue (from 14 February 2015). Different colours represent changes between the acquisitions.

In the lower right, the red, yellow and green boomerang shape shows where water flows into the dry seabed from a river, and colours show how the area covered in water increased over time.

Along the left side of the image, the large dark area shows where water is still present. Colours along the water’s edge show water-level changes between acquisitions. Red shows a lower level than blue, so the water level was lower on 17 October 2014 than on 14 February 2015.

Zooming in on the lower-left corner, we can see the straight line of a road outside of the seabed, with white dots showing where the radar signal has reflected off of human-made structures. White dots also appear further east, showing where structures have been built in the seabed.

 

( Fonte: ESA - Image of the week: "Psychedelic seabed" )


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