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Il ruolo della meccanica nella misura sul terreno e sulle sue immagini

Nell’epoca della digitalizzazione e dell’innovazione auspicata da molti e dalla quale ci si aspettano miracolosi effetti di semplificazione della nostra vita, risulta quanto mai appropriata questa memoria di come l’uomo abbia ottenuto risultati eclatanti attraverso la meccanica ora sempre più sostituita dal software e dall’hardware. Considerando poi che purtroppo fino ad ora non abbiamo ancora avuto modo di apprezzare in pieno l’efficienza e la durabilità del digitale, non fa male ripercorrere la storia e i risultati ottenuti nella scienza della misura da strumenti reali che partendo da presupposti analitici si sono perfezionati in processi analogici, per poi ripresentarsi di nuovo nel tempo analitici pronti alla conversione digitale di oggi.

Nell’arco di tempo lungo più di un secolo l’autore percorre nel campo della misura topografica sin dai suoi albori successivamente approfondendo, in particolare, quello della cartografia aerofotogrammetrica, svelando anche particolari poco conosciuti delle scoperte e realizzazioni dell’ingegno. Tra queste trionfa l’uso dell’immagine fotografica dalla quale ricavare con regole geometriche le relazioni per il posizionamento geospaziale e geografico degli oggetti immortalati.

Non è banale pensare oggi che i più grandi archivi aerofotografici del mondo si affidano alla riproduzione fotografica per l’archiviazione della memoria, in quanto la durata ultracentenaria oggi dimostrata dalla stampa fotografica di qualità, è attualmente superiore a quella del solo archivio digitale.

La storia descritta dell’uso delle immagini aeree vede un inizio con preziosi calcoli matematici, troppo lenti all’epoca senza calcolatori elettronici, ma quando poi la cartografia accurata e precisa diventa un importante strumento, specialmente durante le guerre mondiali, il processo subisce una accelerazione consentendo agli operatori di lavorare senza perder tempo in complessi calcoli che verranno sostituiti da strumenti ottici analogici che riproducono le condizioni di presa dei fotogrammi, quasi dei robot comandati dall’uomo che ne estraggono con percorsi ottici e meccanici, disegni su tavoli piani di cartografia già proiettata sulla voluta proiezione geografica.

Gli strumenti di misura prodotti dalle attuali tecnologie, seppur ormai tesi a trasformare la realtà in digitale catturando nuvole di punti, più o meno dense, sono comunque dotati di una meccanica di precisione fortemente miniaturizzata e ottimizzata non ancora trasformata in software.

Un viaggio da tavolino nel passato da percorrere per apprezzare le spiegazioni, gli schizzi, i grafi e le foto di questi preziosi strumenti di cui con grande abilità l’Autore ne svela i segreti che li hanno portati alla ribalta della misura.


Autore: Attilio Selvini
Pagine: 146
Costo: 13 euro
ISBN: 978-88-916-3607-2
Editore: Maggioli editore
Titolo completo: IL RUOLO DELLA MECCANICA NELLA MISURA SUL TERRENO E SULLE SUE IMMAGINI

 


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