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(continua dalla 1a parte)
Un raffronto tra la gestione della NSDI (National Spatial Data Infrastructure) in Italia con quella degli USA ci può dare interessanti spunti. Negli USA la realizzazione e la gestione dell'infrastruttura Nazionale di Dati Territoriali è gestita al livello centrale dal governo federale; ciò nonostante, gli Stati Uniti sono molto sensibili alla possibile ingerenza federale nella possibilità di personalizzare la NSDI per soddisfare le esigenze locali.
Produrre mappe di esondazione, gestire il Censo, pianificare la ricostruzione di ecosistemi e analizzare la vulnerabilità e la risposta ai rischi naturali quali gli uragani e i terremoti, sono esempi di come il governo federale usi i GIS e le informazioni geospaziali per rispondere alle necessità nazionali. In un rapporto del 20091 si legge che il volume di affari dell’industria geospaziale statunitense raggiunge almeno 30 miliardi di dollari annui con una crescita globale del 35% annuo con una parte commerciale che sta crescendo al ritmo del raddoppio annuale (200% annuo). Gli elementi chiave ma di complessa gestione sono: • l’organizzazione e la gestione di una vasta matrice di informazioni geospaziali che sono acquisite a molti livelli e hanno una notevole varietà di potenziali utenti; • l’interscambio dei dati, in particolare tra attori locali, statali e federali, ciascuno dei quali può avere necessità di dati identici o similari; • il coordinamento tra il livello federale e gli altri enti, come ad esempio l’amministrazione e la gestione di diverse agenzie tra gli stati federati degli Stati Uniti. Il tema che più ricorre è quello della necessità di organizzare e gestire i dati geospaziali tra le agenzie federali e tra il governo federale, le autorità locali e quelle statali, il settore privato ed infine il mondo accademico. È ampiamente riconosciuto che la raccolta dei dati più volte per lo stesso scopo, è dispendiosa e inefficiente, ma continua purtroppo a verificarsi. I dati geospaziali raccolti per soddisfare i requisiti, ad esempio di una amministrazione locale, potrebbero essere utili per lo Stato o per il governo federale, se gli stessi dati soddisfassero una serie di linee guida di base. In realtà, esistono strutture organizzative a livello federale e statale atte ad identificare e promulgare la condivisione efficiente, il trasferimento e l'uso delle informazioni geospaziali. Idealmente, questi sforzi producono una infrastruttura nazionale di dati territoriali, o NSDI.
Già dal 1990 il governo federale statunitense ha riconosciuto la necessità di organizzare e coordinare la raccolta e la gestione dei dati geospaziali, implementando l’organo addetto (l'FGDC -
Federal Geographic Data Committee
) per promuovere l'uso coordinato, la condivisione e la diffusione dei dati geospaziali a livello nazionale. Nella già menzionata circolare A-16 è richiamata anche la necessità dello sviluppo di una risorsa nazionale di informazioni territoriali digitali per consentire la condivisione e il trasferimento dei dati tra utenti e produttori, uniti da criteri e norme ben precise. Nella recente rivisitazione della circolare, riferita al 19 agosto 2002, si afferma che la NSDI rappresenta "la tecnologia, le politiche, le norme, le risorse umane e le attività connesse necessarie per acquisire, elaborare, distribuire, utilizzare, mantenere e conservare i dati territoriali". Quest’ultima comprende i processi e le relazioni che facilitano la condivisione dei dati tra tutti i livelli di governo, del mondo accademico, e il settore privato. In definitiva, la NSDI è destinata ad essere la base delle risorse e la struttura di dati geospaziali tra fornitori e utenti al livello nazionale, statale e locale. In Italia la situazione è ad oggi abbastanza complessa in quanto è stato molto sofferto il connubio tra la scuola di cartografi con tradizioni decennali e la nascente scuola di informatici dei GIS. Volendo effettuare un parallelo con gli USA dovremmo trovare i corrispondenti all’organo di coordinamento geospaziale FGDC e alla disposizione A-16. Dal punto di vista legislativo la legge n. 68 del 1960 individua in Italia 5 organi cartografici coordinati da una Commissione Geodetica. Non è chiaro il motivo reale per cui nell’anno 1977 la Commissione Geodetica (CG) venne abrogata, dando inizio ad un periodo in cui comunque si è continuato a far cartografia utilizzando le disposizioni di tale CG. Nell’intervento legislativo “Protocollo d'Intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali sui Sistemi Informativi Geografici” (approvato dalla conferenza Stato-Regioni il 26 settembre 1996) viene affrontato il problema del coordinamento tra Stato e Regioni, essendo queste ultime subentrate di fatto come Organi Cartografici a seguito del passaggio di poteri dallo stato alle regioni.
In data 12 ottobre 2000 è stato approvato in sede di conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e Province Autonome un “Accordo Integrativo sul Sistema Cartografico di Riferimento ed accelerazione delle procedure attuative” in cui si è considerata la necessità di immagini aggiornate del territorio e dei dati topografici su supporto informatico, oltre che cartaceo, strutturato in logica di sistema informativo; qui le attivià di coordinamento, pianificazione e d’indirizzo relativamente ai suddetti sistemi informativi viene delegata dalla legge 33/93 al CNIPA (ora DigitPA, Ndr), vengono identificate le risorse economiche (circa 26 milioni di euro) per acquisizioni di ortoimmagini, rilevamenti topografici e costruzione di modelli digitali del terreno (DTM). (continua...)
Renzo Carlucci note: 1- Geospatial Information and Geographic Information Systems (GIS): Current Issues and Future Challenges, Peter Folger - June 8, 2009 Congressional Research Service 7-5700 www.crs.gov
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