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Il 30 giugno 2009 si è svolto a Roma, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alinentari e Forestali, il Convegno di presentazione del Progetto TARGET-STARS, concepito e portato a termine da una collaborazione tra due uffici del Ministero: il Corpo Forestale dello Stato (CFS) ed il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura – Monitoraggio e Pianificazione Forestale (CRA-MPF).
All’evento, ospitato nella storica ed accogliente Sala Cavour, ha preso parte un folto pubblico ed autorità ai massimi livelli - sia tecniche che manageriali - del CFS e del CRA. GEOmedia era presente tra le testate giornalistiche invitate ed ha moderato la tavola rotonda che ha concluso i lavori del convegno.
Il CFS - com’è noto - è il corpo di polizia dello Stato adibito alla protezione del patrimonio naturalistico e paesaggistico nazionale: esercita allo scopo un’azione di prevenzione e di repressione delle violazioni di legge. Molte sono le attività che il CFS svolge nell’ambito della sua specializzazione e tra queste citiamo, in particolare: la realizzazione ed l’aggiornamento dell’Inventario Forestale Nazionale (IFNC) giunto alla 2° edizione, il rilievo delle aree percorse dal fuoco in incendi boschivi, il rilievo dei siti di smaltimento illecito dei rifiuti, il monitoraggio della qualità di acque, fiumi e laghi.
| L’esperienza sul campo del CFS e del CRA nell’ambito della georeferenziazione ha fatto emergere nel tempo, in tutta la sua importanza, il problema della degradazione della precisione delle misure di posizionamento quando il rilevamento non è fatto a cielo aperto, bensì sotto copertura arborea. Com’è noto, gli attuali ricevitori GPS basano il calcolo del posizionamento (orizzontale ed in altirudine) sulla distanza che separa il ricevitore dai satelliti in vista, distanza che per una misura corretta deve essere associata alla congiungente rettilinea ricevitore-satellite. Questo è in effetti quello che avviene quando non ci sono ostacoli in prossimità del ricevitore ed è proprio a questo contesto operativo che si riferiscono le performance di precisione che le case costruttrici forniscono con le loro apparecchiature. |
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Nell'immagine un momento della tavola rotonda. |
Le cose cambiano sensibilmente sotto copertura arborea, in quanto la presenza di ostacoli (dovuti alle chiome ed ai fusti degli alberi) introducono “rimbalzi” di segnale che traggono in inganno il ricevitore, che “vede” il satellite ad una distanza diversa da quella reale. Questo fenomeno, detto multipath, è la principale causa (peraltro non l’unica) di errori che si riscontrano nel posizionamento sotto copertura arborea (è utile qui ricordare che circa un terzo del territorio nazionale italiano è sotto vario tipo di vegetazione). Dunque, sulla base dell’esigenza del CFS di contrastare questo problema è nato il progetto TARGET-STARS, sottoprogetto di un’iniziativa più ampia denominata TARGET-FOR. L’idea è stata in parte mutuata da una preesistente esperienza americana dell’USDA Forest Service, ma con l’aggiunta di alcune peculiarità tutte italiane.
In pratica, si è pensato di individuare sul territorio italiano un certo numero di aree di test, caratterizzate da una specifica tipologia di copertura vegetativa, e di realizzare sotto di esse una piccola rete di punti cospicui (geodetici, fiduciali) il cui posizionamento è stato calcolato con elevata precisione (errore<5 cm). A partire dalla disponibilità di queste aree è stato sintetizzato un protocollo per la realizzazione di un sistema di valutazione e certificazione delle performance di precisione delle tecnologie di rilievo satellitare (tecnologie in uso presso il CFS, ma anche presso altri soggetti, sia pubblici che privati). Gli operatori interessati ad avere una valutazione dell’errore introdotto sul proprio ricevitore dalle copertura arboree possono recarsi presso una di queste aree, effettuare secondo il suddetto protocollo misurazioni di posizionamento presso i vertici di coordinate note, registrare le misurazioni e convogliarle in apposite schede presenti su internet presso il sito del progetto (http://www.targetstars.org - ad accesso pubblico). A quel punto le procedure software predisposte sul sito effettueranno in tempo reale i calcoli di tutta una serie di parametri di performance del ricevitore (basati sul noto RMSE – Radice Quadrata dell’Errore Quadratico Medio), che saranno immediatamente scaricabili come documentazione tecnica di valutazione dell’affidabilità delle misure di quel particolare ricevitore sotto quella particolare copertura arborea.
Attualmente le aree di test operative sono tre, caratterizzate da diversa tipologia forestale: Abete Rosso e Pino Silvestre (a Fornace, TN), Bosco di Cerro (Feudozzo, AQ), Bosco di Faggio (Piancanelli, FC). Seguendo le dettagliate istruzioni pubblicate sul sito è possibile, previa semplice registrazione, usufruire già ora di questa infrastruttura operativa e dotare i propri apparati GPS di una significativa documentazione sulle performance in aree coperte da vegetazione. A differenza della citata esperienza americana dell’USDA, TARGET-STARS è aperto non solo agli operatori istituzionali, ma anche al privato, magari semplice appassionato di trekking.
Il convegno di Roma ha offerto numerosi altri interventi di grande interesse, soprattutto tecnico, sui vari aspetti operativi del progetto. In particolare quello del dr. Gianfranco Scrinzi (CRA) sugli aspetti scientifici di TARGET-STARS e quello del prof. Gherardo Chirici dell’Università del Molise sull’impatto del progetto sul Sistema Geomatico Italiano.
Al termine si è svolta, moderata da GEOmedia, una interessante tavola rotonda sui temi del convegno, che ha coinvolto gli esperti ed il pubblico presente in sala. L’impressione generale che si è ricavata è stata quella di una bella occasione di comunicazione e condivisione degli sforzi profusi in un interessante ed utile progetto, interamente finanziato dalla Comunità Europea e messo a completa disposizione del cittadino. Certamente un esempio da seguire.
Gianluca Pititto
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