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ESA - Immagine della settimana (29 maggio 2009)

L'ultima frontiera

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Questa immagine, acquisita il 18 maggio 2009 dal Medium Resolution Imaging Spectrometer di Envisat, mostra il Sud dell'Alaska ovvero la regione che corrisponde con l'estremo Nord-Est del continente nordamericano. Il bianco delle cime innevate domina tra i colori dell'immagine. Chiaramente visibile, nell'angolo superiore sinistro dell'immagine, è la Catena dell'Alaska, composta da una serie di montagne che si estendono per circa 650km. I Monti Kenai coprono le zone meridionali e orientali della Penisola di Kenai (leggermente spostata a sinistra del centro dell'immagine), separata dal continente da dalla Cook Inlet, un'insenatura creata dall'Oceano Pacifico e che nell'immagine è identificabile ad Ovest della Penisola grazie ai suoi colori che vanno dal blue, al verde fino al marrone rossiccio.
Anchorage, la città più grande dello stato e visibile in verde chiaro, è situata proprio in testa alla Cook Inlet. La penisola è puntellata di molti laghi e fiumi. Chiaramente visibili sono ill lago Tustumena (situato a Sud e di color azzurro), Skilak (sopra lo Tustumena) e Kenai (a forma di L a Nord Est dello Skilak).

Credits: ESA

 
Applied Geomatics: rivista SIFET in inglese da Springer
Libri
Lunedì 18 Maggio 2009 13:23

Applied Geomatics

 

Applied Geomatics

 

"Applied Geomatics" è una rivista consultabile anche online con articoli leggibili alcuni in modalità free, ma - attenzione - sono tutti in inglese (l'editoriale è disponibile a questo link).

 

La pubblicazione, nata grazie al risultato della cooperazione tra SIFET, Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia, e l'editore internazionale Springer, ha l'obiettivo di coprire tutti gli aspetti e le informazioni sui progressi scientifici e tecnici della Geomatica. Le aree di interesse sono molteplici e di vario genere e comprendono: telerilevamento, close range, fotogrammetria, l'analisi delle immagini, la cartografia digitale, i sistemi informativi geografici, la geodesia, l'analisi dei dati territoriali, il rilievo dei beni culturali, compensazioni di reti e processi numerici.

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Editoriale 4-2007 - Mappe approssimate crescono e aerofotogrammetrie accurate scendono

Un milione di utenti registrati a marzo scorso, due milioni e mezzo ad ottobre, una crescita di un milione e mezzo in sei mesi. Cartelli stradali che pubblicizzano “Mappe fresche di giornata”.

Stiamo parlando della nuova campagna pubblicitaria legata all’incredibile successo dell’accoppiata Tom Tom – TeleAtlas; quella che probabilmente nel futuro sarà la sola Tom Tom, visto che l’acquisizione di TeleAtlas da parte della società olandese è stata ormai formalizzata. L’offerta di acquisizione, disponibile in internet, cita invece 12 milioni di GPS installati e pronti ad operare sul territorio. 12 milioni di utenti che possono diventare ignari topografi pronti a contribuire “gratis” all’aggiornamento cartografico dei grafi TeleAtlas.

Nell’offerta di acquisto della Teleatlas da parte della Tom Tom tra l’altro viene citato quanto segue:

“The Offeror’s installed user base of over 12 million GPS devices will effectively operate as map
surveyors in an automatic and simple way. The integration of this feedback into the map production
process will enable Tele Atlas to significantly improve the quality and the timeliness of its map data”


La fortuna dei grandi gestori di cartografia si espande e se si pensa che TeleAtlas ha ricavato i dati cartografici dalle mappe delle Pubbliche Amministrazioni e degli Enti che per necessità di programmazione commissionano cartografia aerofotogrammetrica, ci si trova oggi in difficoltà a pensare a come siano stati gestiti i relativi diritti. Fatto salvo comunque il fatto che TeleAtlas utilizza un esercito di uomini “on the road” per il completamento dei grafi, per l’editing e per l’aggiornamento.

E’ impressionante invece vedere da un altro punto di vista, il declino delle aziende aerofotogrammetriche che, colpite dalla diminuzione del numero degli appalti, dall’incertezza della normativa, dall’indeterminazione dei requisiti, dalla mancanza di capitolati appropriati e, in ultimo, dalla carenza di ricambio delle professionalità per la cronica carenza di formazione specifica, in pochi anni si sono ridotte,  da circa un centinaio, a poco più di una decina.

Insomma i produttori di mappe “fresche” crescono mentre le ditte aerofotogrammetriche che fino a ieri producevano mappe oggi chiudono. Anche dal mercato estero vengono segnali poco incoraggianti se si pensa che le ditte italiane hanno pochissimo mercato estero ed al contrario gruppi internazionali vengono sempre più apertamente ad effettuare operazioni  di mercato in Italia.
 
E cosa succede agli utenti finali? Un indubbio vantaggio è dato dalla disponibilità di tecnologie consumer di elevato interesse quali i Navigatori Satellitari o gli Atlanti Geografici interattivi via web.

Ma la cartografia “certa” quella tecnica che serve alle opere di ingegneria, quella che serve alla corretta impostazione di ogni progetto sul territorio, quella che non può essere approssimata, si sta dissolvendo per lasciare il posto a grafi stradali e mosaici di immagini satellitari di cui non si conosce l’accuratezza e la provenienza. E quella poca cartografia che ancora si produce rischia di perdersi all’interno di formati e standards con prevalenza dell’aspetto informatico su quello cartografico tanto che i nuovi rilievi sono definiti DB topografici. Database topografici, banche dati regolate da severe leggi di strutturazione del dato,  complesse da gestire e visualizzare almeno al confronto della vecchia “carta”.

Buona lettura,
Renzo Carlucci
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A maggio un convegno e un workshop targati Codevintec
Convegni
Venerdì 24 Aprile 2009 15:46
Codevintec sponsorizza il Convegno Internazionale "International Conference on Seafloor Mapping for Marine Geohazard Assessment ", organizzato nell'ambito del progetto MaGIC (Marine Geohazards along the Italian Coasts), finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile.
Il convegno si terrà ad Ischia dal 10 al 13 maggio 2009. Il progetto MaGIC prevede la creazione di un database di dati morfobatimetrici attorno alle coste italiane ed ha come obiettivo tracciare gli elementi di pericolosità geologica.
Durante le giornate del convegno si dibatterà con i maggiori esperti internazionali sulle tecniche di rilevamento acustico, dei principi di interpretazione dei rischi geologici marini e costieri.
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