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di Mauro Salvemini Nel momento di crisi economica globale e che ovviamente sta toccando anche le testate giornalistiche e le riviste tecniche, potrebbe sembrare audace avviare una nuova rubrica anche se, come in questo caso, ho conferma che la rivista in questione gode di ottima salute . La GI – Geographic Information, rappresenta un settore ben consolidato della scienza, della tecnica e delle attività umane in generale. Essa ha un rango tale da permetterle di essere considerata non solo come ancillare ad altre attività e discipline, ma degna di essere investigata, studiata e coltivata; essa rappresenta opportunità ancora inesplorate per l’economia, la ricerca e la prassi del buon governo. E’ ovvio quindi che l’orizzonte di osservazione non può essere solo quello nazionale ed ecco perché la rubrica intende coniugare la GI nel panorama europeo. Panorama non solo di ricerca pura o applicata ma soprattutto di attività finalizzate all’uso della GI per la conoscenza e controllo dell’ambiente europeo e globale. Il 2009, più degli ultimi cinque anni trascorsi, sarà l’anno della interoperabilità delle informazioni geografiche dal momento che il prossimo giugno scadranno i termini della trasposizione negli stati membri della Direttiva INSPIRE (http://inspire.jrc.ec.europa.eu/), così come approvata dal Parlamento Europeo nel marzo del 2007. La rilevanza di questa direttiva si concretizzerà ben aldilà della definizione di standard di interoperabilità dei dati e dei servizi web relativi all’informazione geografica, poiché già ora si palesano chiare le interrelazioni con l’e-government e con gli aspetti più prettamente tecnico-commerciali di sfruttamento della GI, intesa come una delle risorse caratterizzante lo sviluppo e la sostenibilità della società e dei servizi ad essa connessi. Sarà molto interessante vedere come tale trasposizione verrà interpretata dagli Stati Membri e quali opportunità essi sapranno cogliere nell’attuarla. E’ infatti chiaro che il seme dell’interoperabilità dei dati tramite le infrastrutture di dati territoriali influenzerà il settore della informatica applicata alla GI,soprattutto attraverso gli allegati tecnici approvati secondo calendario sotto la guida del JRC (Joint Research Center) di Ispra ed i lavori dei gruppi di lavoro tecnici (TWG), che continuano a produrre guide per il modello ed il trattamento dei dati contenuti nei tre allegati alla direttiva stessa. Nel frattempo il 7FP (Settimo Programma Quadro) della ricerca, promosso e gestito dalla Commissione Europea, sta andando avanti attraverso i workplan di dettaglio definiti dalle varie Direzioni Generali della Commissione: i bandi si susseguono ed è rilevabile una sempre maggiore presenza di GI applicata ai vari campi dall’ambiente, ai servizi di e-government, all’agricoltura, alla gestione delle emergenze, alla mobilità ed allo sviluppo tecnologico dei RFID. Anche a livello globale, l’attenzione quest’anno è particolarmente concentrata sull’Europa, dato che a giugno si terrà a Rotterdam la conferenza GSDI 11 (Global Spatial Data Infrastructure - http://gsdi.org/gsdi11/prog_overview.html) dove verranno presentati, nel corso della 3a Conferenza INSPIRE integrata all’interno dell’evento, i risultati della Direttiva. Sarà possibile assistere oltre che ad una passerella di applicazioni tecniche da parte di utenti da tutto il mondo anche alla presentazione di qualche opportunità colta dall’industria europea? Pur essendo ottimisti sul punto, non si può fare altro che attendere i risultati, tenendo conto che il mercato dei sistemi operanti su GI è ancora solidamente nelle mani degli storici produttori di sistemi GIS statunitensi.Coniugando la dimensione europea con la situazione italiana, e lasciando da parte la trasposizione di INSPIRE circa la quale non si hanno ancora notizie ufficiali, il più recente riferimento è quanto contenuto nel piano e-gov 2012 presentato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione alla fine del 2008, che alloca risorse specifiche alla GI ed ai servizi relativi all’interno dell’”Obiettivo 8: Ambiente” e nell’”Obiettivo strategico 16: Dati Territoriali”. Il programma sembra ambizioso soprattutto perché la quasi totalità dei fondi sembra sia da reperire. E’ comunque positivo rilevare che nell’agenda, la GI non è tralasciata. Quindi, a maggior ragione, sarà utile monitorare l’evoluzione delle tendenze, le opportunità e le azioni Europee che si svilupperanno nel settore e questa rubrica intende proprio, modestamente, collaborare a ciò.
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