GEOmedia 
Banner
Banner
Banner
GEOmedia News
Editoriale 4-2007 - Mappe approssimate crescono e aerofotogrammetrie accurate scendono
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Un milione di utenti registrati a marzo scorso, due milioni e mezzo ad ottobre, una crescita di un milione e mezzo in sei mesi. Cartelli stradali che pubblicizzano “Mappe fresche di giornata”.

Stiamo parlando della nuova campagna pubblicitaria legata all’incredibile successo dell’accoppiata Tom Tom – TeleAtlas; quella che probabilmente nel futuro sarà la sola Tom Tom, visto che l’acquisizione di TeleAtlas da parte della società olandese è stata ormai formalizzata. L’offerta di acquisizione, disponibile in internet, cita invece 12 milioni di GPS installati e pronti ad operare sul territorio. 12 milioni di utenti che possono diventare ignari topografi pronti a contribuire “gratis” all’aggiornamento cartografico dei grafi TeleAtlas.

Nell’offerta di acquisto della Teleatlas da parte della Tom Tom tra l’altro viene citato quanto segue:

“The Offeror’s installed user base of over 12 million GPS devices will effectively operate as map
surveyors in an automatic and simple way. The integration of this feedback into the map production
process will enable Tele Atlas to significantly improve the quality and the timeliness of its map data”


La fortuna dei grandi gestori di cartografia si espande e se si pensa che TeleAtlas ha ricavato i dati cartografici dalle mappe delle Pubbliche Amministrazioni e degli Enti che per necessità di programmazione commissionano cartografia aerofotogrammetrica, ci si trova oggi in difficoltà a pensare a come siano stati gestiti i relativi diritti. Fatto salvo comunque il fatto che TeleAtlas utilizza un esercito di uomini “on the road” per il completamento dei grafi, per l’editing e per l’aggiornamento.

E’ impressionante invece vedere da un altro punto di vista, il declino delle aziende aerofotogrammetriche che, colpite dalla diminuzione del numero degli appalti, dall’incertezza della normativa, dall’indeterminazione dei requisiti, dalla mancanza di capitolati appropriati e, in ultimo, dalla carenza di ricambio delle professionalità per la cronica carenza di formazione specifica, in pochi anni si sono ridotte,  da circa un centinaio, a poco più di una decina.

Insomma i produttori di mappe “fresche” crescono mentre le ditte aerofotogrammetriche che fino a ieri producevano mappe oggi chiudono. Anche dal mercato estero vengono segnali poco incoraggianti se si pensa che le ditte italiane hanno pochissimo mercato estero ed al contrario gruppi internazionali vengono sempre più apertamente ad effettuare operazioni  di mercato in Italia.
 
E cosa succede agli utenti finali? Un indubbio vantaggio è dato dalla disponibilità di tecnologie consumer di elevato interesse quali i Navigatori Satellitari o gli Atlanti Geografici interattivi via web.

Ma la cartografia “certa” quella tecnica che serve alle opere di ingegneria, quella che serve alla corretta impostazione di ogni progetto sul territorio, quella che non può essere approssimata, si sta dissolvendo per lasciare il posto a grafi stradali e mosaici di immagini satellitari di cui non si conosce l’accuratezza e la provenienza. E quella poca cartografia che ancora si produce rischia di perdersi all’interno di formati e standards con prevalenza dell’aspetto informatico su quello cartografico tanto che i nuovi rilievi sono definiti DB topografici. Database topografici, banche dati regolate da severe leggi di strutturazione del dato,  complesse da gestire e visualizzare almeno al confronto della vecchia “carta”.

Buona lettura,
Renzo Carlucci
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Torna al sommario del numero 4-2007

Questo articolo è stato letto: 581 volte
 
Autore di questo articolo: Renzo Carlucci

Mostra altri articoli di questo autore

Ricerca nel Sito

Banner
Banner
Banner

Chi è online

 73 visitatori online
Banner