LA CARTOGRAFIA DALL’ANTICHITÀ FINO AL XVIII SECOLO |
| Carlo Monti |
| Giovedì 26 Gennaio 2012 09:00 |
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Scrivere di temi cartografici e di storia della cartografia non è certo una novità. Dunque, è arduo per chi ne scrive riuscire a trovare una chiave di lettura che possa essere interessante e abbia un carattere innovativo e diverso dalle precedenti pubblicazioni. Eppure in ‘La cartografia dell’antichità fino al XVIII secolo’, Carlo Monti inserisce elementi descrittivi che riescono a rendere il suo lavoro diverso rispetto alla manualistica che ha come oggetto la cartografia. Il libro conduce per mano il lettore nella storia della cartografia e stimola l’approfondimento di argomenti che nel testo sono brevemente citati; il carattere narrativo con cui sono trattati, incita la curiosità rispetto a diverse vicende storiche che si nascondono nelle trame delle storie riportate, ad esempio, dietro la produzione cartografica ai tempi di Alessandro Magno affidata a Callistene.
Il pregio di questo lavoro consiste, secondo il parere di chi scrive, nel non slegare mai il sapere cartografico dalle conoscenze geografiche, anzi evidenziando gli aspetti cartografici connessi alle condizioni sociali, etniche, ecc.: “La carta ha un impatto sociale, è la rappresentazione dei luoghi dove si vive e deve servire per capire come si possa attraverso la conoscenza del territorio, programmare quelle opere che portano a vivere una vita migliore” (pp.21-22). Dall’antichità a oggi nulla è cambiato rispetto all’utilità della cartografia anche se quanto riportato in questo testo, come in altri saggi simili, rimane troppo spesso inascoltato, cosa che, invece, nell’antichità non accadeva: gli agrimensori reali egiziani e quelli romani conoscevano bene l’importanza delle mappe del delta del Nilo per poter ripristinare i confini delle proprietà dopo ogni piena.
Il lessico utilizzato, elegante e accattivante, della trattazione storica potrebbero trarre in inganno un lettore superficiale, portato a credere di essere di fronte a una mera annotazione cartografica con ottime aspirazioni letterarie e storiche, utile esclusivamente ad ampliare il proprio bagaglio culturale, ma, in realtà, il lettore attento, che si pone di fronte al testo con la piena consapevolezza che dal passato si possono apprendere diverse lezioni da applicare al presente, trova in esso la conferma che attraverso il passato si può guardare al futuro. Tale concetto è confermato dall’intento di Strabone il quale vuole fornire il maggior numero di informazioni possibili e utili agli uomini di stato e di governo, ai governatori delle province a cui la geografia è necessaria (p.22).
Da quanto riportato, storie, descrizioni di strumenti, tecniche della cartografia antica e moderna, illustrate anche con un corredo iconografico di tutto rispetto, si evince come disegnare il profilo dei territori, rappresentare geometricamente la superficie terrestre non sia un’attività scevra di condizionamenti, anzi si evince come uno dei condizionamenti più forti, il potere, sia presente nelle opere cartografiche.
Lo stile della narrazione agevola la lettura che risulta così leggera e amabile pur trattando un argomento non sempre semplice da illustrate.
Completa il testo un CD-ROM nel quale è possibile visualizzare delle carte storiche; il contenuto del Cd, sono il frutto di esperienze di ricerca e studi universitari che oltre a essere l’evidente testimonianza di quanto la tecnologia sia coniugabile con la cartografia storica, possono essere utilizzate per la visualizzazione e la divulgazione di concetti che, erroneamente, vengono troppo spesso trascurati.
Carlo Monti è Laureato in Ingegneria civile e in Architettura presso il Politecnico di Milano dove è Professore Ordinario di Topografia e cartografia dal 1986. Si è sempre occupato di cartografia sia dal punto di vista teorico che applicativo, sia moderna che storica. E’ stato collaudatore di cartografie moderne numeriche di importanti capoluoghi italiani, fra cui Milano. Si è occupato di cartografia storica, soprattutto della vedutistica seicentesca e della moderna cartografia degli astronomi di Brera tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. E’ stato Presidente della Società Italiana di Topografia e Fotogrammetria. Per due mandati Direttore di dipartimento. Delegato italiano nella International Society of Photogrammetry and Remote Sensing. Responsabile di Commissioni Europee (OEEPE) e internazionali (CIPA). Membro del Consiglio di Direzione dell’ICOMOS (UNESCO). Membro onorario della Società Ellenica di Cartografia. Editors di e_Perimetron Quarterly web journal on Sciences and Thecnologies Affine to History of Cartography and Maps. E’ autore di circa 250 pubblicazioni fra le quali numerosi libri. (SL) LA CARTOGRAFIA DALL’ANTICHITÀ FINO AL XVIII SECOLO AUTORE: CARLO MONTI Vedi anche: Altri articoli di questo autore |