Geomatica ed informazione geografica per l’innovazione |
| Renzo Carlucci |
| Martedì 27 Dicembre 2011 19:59 |
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Sono appena tornato dalla Conferenza ASITA tenutasi quest’anno a Parma nella splendida sede della Reggia di Colorno, ove siamo rimasti avvolti nella nebbia per tutto il tempo, incredibile per un ‘non nordico’ come me constatare che, solo a pochi chilometri di distanza verso Parma, regnava un sole stupendo e con una separazione così netta. E’ stata una conferenza che ha colpito in vari modi tutti i partecipanti, molti si sono lamentati altri si sono lasciati contaminare dalle frastornanti e numerose informazioni che vagavano per stanze, corridoi e saloni affrescati, decorati finemente con quadri e dipinti. Abbiamo vissuto anche noi per qualche giorno in una reggia viva, non musealizzata e resa inaccessibile, come siamo abituati a vedere in molte strutture simili del nostro paese. Gli espositori ammaliavano i visitatori con le loro continue dimostrazioni e workshop che tradotti in numeri hanno portato 4 sessioni speciali, 36 sessioni diffuse, 7 workshop tematici, 300 relazioni scientifiche, 48 stand tra enti e organizzazioni (la più vasta mai organizzata in Italia) con numerose e ripetute dimostrazioni tecniche presso gli stand e gli speaker corners e un afflusso di circa 600 persone al giorno. Ma la cosa che più ha colpito l’ “homo digitalis” che sta nascendo in ognuno di noi, come naturale evoluzione della specie umana degli ultimi 50 anni, è stato il battesimo di Asita nel mondo del social networking, con l’hashtag #asita11 e i video YouTube, che hanno dato inizio a una comunicazione 2.0 in cui molti hanno commentato via Twitter l’evolversi della conferenza al punto che è stata immortalata sul web una storia di tali commenti all’indirizzo: http://storify.com/aborruso/asita-2011 Ha fatto veramente piacere a tutti, la registrazione video delle sessioni che, rese disponibili sul canale ASITAVIDEO2011 di YouTube, continuano ad avere un alto numero di accessi. Si può criticare il troppo caos, gli spazi ristretti, le sessioni sovrapposte che hanno impedito di seguire tutto, forse troppa carne al fuoco, probabilmente con lo stesso materiale si potevano organizzare ben due conferenze. Ma una cosa è certa ci siamo incontrati nello spazio del mondo dell'informazione geografica e ci siamo lasciati contaminare, chi c’è stato l’ha percepito e chi non c’è stato ha ancora la possibilità di farlo, immergendosi nell’osservazione dei video delle conferenze. Buona Lettura Renzo Carlucci
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