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Tsunami sotto controllo in Europa

Renzo Carlucci   
Lunedì 13 Luglio 2009 09:29

In caso di Tsunami siamo protetti? E’ un interrogativo che spesso ci poniamo dopo aver visto la devastazione del maremoto di Sumatra che colpì la regione indonesiana-asiatica il 26 dicembre 2004.
Il controllo è affidato a 476 misuratori strategici di marea che di recente sono stati verificati essere in piena operatività e di questi quasi tre quarti in grado di fornire dati in tempo reale con modalità di vari tipi. Quasi la metà prende parte all’interscambio dei dati nelle reti internazionali.

E’ il risultato dell’indagine completata recentemente nell’ambito del progetto TRANSFER (Tsunami Risk ANd Strategies For the European Region), un progetto europeo che ha consentito di verificare quale sia la distribuzione dei mareografi nella Regione Europea e la loro funzionalità.

 

Le variazioni di livello del mare sono state misurate in Europa per molte centinaia di anni. Le prime misurazioni tendevano a considerare esclusivamente i picchi e gli orari di alta marea. Tuttavia, dopo l'introduzione del primo misuratore automatico di marea Sheerness nel Tamigi (Palmer, 1831), è stato possibile registrare l'intera curva di marea. Questa innovazione ha portato a importanti sviluppi negli studi di maree, mareggiate e delle medie ed estremi del livello del mare, e nelle applicazioni pratiche, avviando il rilevamento costiero per le operazioni portuali. Maremoti avvenuti in Italia dal 79 DC a oggi
L'installazione Sheerness includeva un sistema flottante verticale collegato al galleggiante in grado di registrare un grafico sulla carta fissata ad un tamburo rotante controllata da un preciso orologio. Questo metodo è stato adottato in molti altri siti in tutto il mondo, e per oltre un secolo, è rimasto lo standard per la misurazione del livello del mare. Ancora oggi, la tecnologia rimane in pratica, anche se nella maggior parte dei siti i registratori su carta sono da tempo stati sostituiti da encoder digitali collegati a registratori di dati.

Nel 2006, un progetto della European Commission (EC) chiamato Tsunami Risk ANd Strategies For the European Region (TRANSFER) ha iniziato ad indirizzare molte delle questioni collegate al rischio tsunami regionale. In aggiunta, la Intergovernmental Oceanographic Commission (IOC) ha stabilito un International Coordination Group (ICG) proprio per lo Tsunami Early Warning and Mitigation System in the North-Eastern Atlantic, the Mediterranean and Connected Seas (NEAMTWS). Da questa opportunità è nato il primo rilievo della situazione dei mareografi della regione europea completato al termine del 2008.

Per comprendere quale sia il rischio a livello italiano basta osservare l'immagine sopra ove si riportano i maremoti avvenuti in Italia dal 79DC a oggi. Le dimensioni dei cerchi sono proporzionali all'intensità del maremoto, il colore all'affidabilità dell'evento. (Credits: Gruppo di Ricerca Maremoti Dipartimento di Fisica - Università di Bologna e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Roma).

A livello europeo i risultati del progetto TRANSFER disponibili a questo link: european_tide_gauge_survey_2008 riportano una situazione delle stazioni di controllo come nell'immagine seguente:

Stazioni di rilevamento maree e tsunami in europa

mentre le stazioni effettivamente collegate in grado di comunicare in tempo reale i dati sono le seguenti:

 Mareografi con interscambio internazionale dei dati

Una situazione sicuramente da incrementare se si pensa che nel Mediterraneo nel caso di Tsunami, a causa della vicinanza delle coste, è necessario un preallert di almeno 10 minuti.

La Rete Mareografica Nazionale

In Italia esiste una rete di rilevamento costituita da 28 stazioni di misura uniformemente distribuite sul territorio nazionale ed ubicate prevalentemente all’interno delle strutture portuali. Le  stazioni che compongono la RMN sono composte da due strumenti di misura della marea: uno (principale) ad ultrasuoni con guida tubolare del fascio e compensazione di temperatura, ed uno (secondario) a galleggiante e registrazione cartacea per la verifica puntuale delle misure, l’analisi di eventi o fenomeni particolari ed il recupero dei dati nei casi di mancato funzionamento dello strumento principale.
I mareografi sono riferiti ad un caposaldo quotato con livellazione di alta precisione, opportunamente verificato, sulla base del più vicino caposaldo IGM. Le stazioni sono dotate anche di un sensore anemometrico (velocità e direzione del vento a 10 metri dal suolo), di un sensore barometrico, di un sensore di temperatura dell’aria e di un sensore di temperatura dell’acqua.
Tutte le stazioni sono dotate di un sistema locale di gestione e memorizzazione dei dati e di un apparato di trasmissione in tempo reale alla sede centrale del SIMN a Roma.

Tutte le informazioni e i dati rilevati sono disponibili sul sito web www.mareografico.it

Rete Mareografica Nazionale

 

(Renzo Carlucci)


 

Una nota curiosa è la seguente immagine che suscita sicuramente apprensione ma che in realtà

Tsunami

è risultata essere un immagine finta elaborata sopra la seguente immagine:

Skyline di Antofagasta in Cile

Skyline di Antofagasta in Cile



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