Costa Concordia e AIS |
| Fabrizio Bernardini |
| Martedì 31 Gennaio 2012 14:26 |
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Non poteva essere altrimenti: il "Porta a porta" degli esperti improvvisati che fanno circolare voci non confermate (e probabilmente nate dal nulla) sta dilagando su Internet e su altri mezzi di informazione. La cosa più importante è credere a quello che si dice, o che qualcuno ha detto, e non ai dati, ai fatti, alle evidenze. Come abbiamo avuto già modo di opinionare, l'incidente della Costa Concordia è esclusivamente un caso criminale che coinvolge l'intero equipaggio al comando della nave da crociera, la compagnia che la arma, e forse anche gli enti che sarebbero preposti al controllo del rispetto delle più elementari norme di navigazione. Ma se proprio vogliamo tornare agli aspetti tecnologici, parliamo un poco dell'AIS. Questo dispositivo, abbastanza semplice come concezione, è obbligatorio internazionalmente su, in pratica, tutte le navi passeggeri e su tutte quelle di una certa stazza. Esso fornisce a tempi regolari (in funzione della velocità e dello stato di navigazione) rapporti di posizione, direzione e velocità, ricavati da un ricevitore GPS autonomo e da altri sensori della nave a cui è interfacciato. E' in grado di inviare anche segnali si allarme per varie condizioni di pericolo che possono insorgere a bordo di un vascello: basta pigiare un pulsante e il May Day è trasmesso istantaneamente. I segnali AIS sono facilmente ricevibili, anche da privati, e non solo dalle Capitanerie e dai Porti. Ovviamente la comunicazione è limitata alla portata ottica che, nel caso delle grandi navi, è facilmente estesa anche di parecchio grazie all'altezza delle antenne trasmittenti. La precisione del GPS permette anche di specificare la posizione dell'antenna relativamente alla geometria della nave e questo consente di ricostruire bene non solo il moto del natante, ma anche la sua "occupazione" sul mare. A dispetto delle voci più ridicole lette su Internet, è evidente che il trasmettitore AIS della Costa Concordia ha continuato a funzionare come previsto, come è evidentemente mostrato dal tracciato reso disponibile dalla società QPS e accessibile come una comoda animazione dai nostri articoli sull'argomento (vedi Riferimenti). Non è strano infatti che i sistemi di plancia e gli apparati di soccorso e di ricetrasmissione, siano alimentati non da una presa di corrente qualsiasi, ma da un circuito di alimentazione separato, e dotato di batterie tampone, per garantire una continuità di servizio indispensabile in casi di emergenza. In definitiva, grazie ad una società olandese che opera dello sviluppo software per applicazioni marittime ed idrografiche, abbiamo la registrazione dei dati AIS della notte dell'incidente, dati registrati in continuo, senza i famigerati buchi di trasmissione raccontati da qualche incompetente o sobillatore. E viene da chiedersi: ma come è mai possibile che una registrazione di dati del genere la dobbiamo trovare in Olanda? Come è possibile che nessuno in Italia abbia qualcosa del genere? Forse abbiamo meno interesse al mare dei nostri cugini del Nord Europa? O forse abbiamo una concezione diversa di queste cose (cioè nessuna concezione)? Insomma, tra tante figuracce potevamo farne una di meno. Invece ne facciamo una di più. Ma non è finita qui. Avventurandosi, peraltro senza troppa difficoltà, nel sito della società olandese, troviamo anche che hanno fornito il tracciato di un altro passaggio della Costa Concordia effettuato il 14 Agosto del 2011, sempre per questa ridicola manovra di fronte al Giglio. In quell'occasione lo sfioramento dell'isola è andato bene, forse perchè effettuato di giorno, ma sicuramente ha interessato acque con poco pescaggio e magari anche regolamentate. Insomma, se serviva la prova che questi comportamente altamente illegali, contro ogni regola civile, sono perseguiti abitualmente, eccola qua: Si potrebbe dire tanto sul fatto che d'estate vengono regolarmente multate barchette a vela che entrano in aree protette, oppure che hanno a bordo un salvagente in meno del previsto, o altro. E' giusto ovviamente far rispettare le regole. Ma allora perchè nessuno ha mai multato le navi da crociera che si divertono a fare queste cose? Piuttosto che farsi certe domande, limitiamoci alla tecnologia: l'AIS esiste da anni, e funziona bene. Non servono altre tecnologie. Serve solo la volontà di usarle in maniera semplice ed efficace per combattere, prima delle infrazioni di chi esce dal porto la domenica, gli eventi di pericolo nati dal caso o da azioni illegali. Riferimenti
Credits Geomedia magazine wishes to credit and give thanks to QPS for having distributed the interesting evaluations and renderings of Costa Concordia AIS data stream. Vedi anche: Altri articoli di questo autore |
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