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Innoviamo l’informazione geografica

( 4 Votes )
Renzo Carlucci   
Venerdì 17 Febbraio 2012 09:11

what-is-innovation

Stiamo cercando di far rete per portare a fattor comune le molteplici risorse che operano nel settore geografico e non possiamo giustificare l'urgenza con un semplice "se non ora quando" perchè ci troviamo in una situazione da tempo abbandonata a se stessa, senza coordinamento effettivo, con iniziative sporadiche e prive di consenso unitario, con conseguente proliferazione di sovrapposizione dei costi e dispendio di risorse. I germi di questa rete iniziano a dare i loro frutti e stiamo ricevendo commenti ed adesioni anche da settori paralleli e vicini al nostro che potranno rafforzarci ulteriormente e per questo vi invitiamo a leggere un articolo di Sergio Farrugia apparso giorni fa su Tanto, che ci riporta in merito ad alcune interessanti iniziative che stanno partendo.

Soffriamo di mancanza d'informazione e di disseminazione, basti pensare alle gare di appalto nel nostro settore che, oltre ad essere sporadiche, sono anche di difficile gestione e conoscenza. I tentativi di realizzare gli osservatori delle Opere Pubbliche da tempo non fanno più notizia, essendo stati promossi negli anni passati ma senza oggi una vera concretizzazione. Se un cittadino volesse essere messo al corrente di quali gare stia affidando la PA, con quali risultati e con quali tempi, probabilmente impazzirebbe in una babele di siti web mal coordinati. E non c'è ancora vero libero accesso a questa che dovrebbe essere l'informazione principale per evitare i fenomeni di corruzione. Uno spunto importante sul tema lo possiamo trovare nell'articolo di Mario Fioretti su Saperi PA .

Ad ogni modo, rispetto a qualche anno fa, oggi abbiamo una situazione sicuramente più favorevole e bisogna costruttivamente dare un contibuto alla PA affinchè si attivi, speriamo presto, per innovare la nostra infrastruttura geografica di base.
Noi stiamo pensando ad alcuni temi e avendo bisogno di trasmettere un messaggio semplice e comprensibile a tutti, quindi anche a una classe politica che potrebbe non avere le sufficienti conoscenze di settori così specialistici, abbiamo provato a riassumerli in 4 punti essenziali che potrebbero qualificarsi con la sigla NSDI 2.0, comprensibile a tutti, anche in ambiente europeo armonizzato nella direttiva INSPIRE, che attaverso l'acronimo inglese National Spatial Data Infrastructure, comunichi la necessità di avviare un progetto di sviluppo economico legato all'innovazione della Infrastruttura di Dati Territoriali da rinnovare per adeguarla al livello delle necessità del nostro futuro.
Il dato geografico acquisito, organizzato e verificato, anche e princialmente dal punto di vista dei contenuti cartografici, secondo le ormai collaudate procedure messe a punto negli anni passati, è il cavallo di battaglia di una innovazione che renda liberi i dati contenuti a chiunque, nel rispetto di una consapevole licenza d'uso, portando un effettivo valore aggiunto a tutto il collegato. E sul dato geografico di base si può aprire un mondo di servizi ed elaborazioni che partendo dalle elaborazioni tematiche a scopo urbanistico o di previsione e gestione delle emergenze, spazia fino ai servizi più semplici legati alla geolocalizzazione che costituiscono una buona parte della attuale innovazione del web che stiamo vivendo.

Per questo riteniamo che si debba:
1 - Promuovere la sinergia tra industria e istituzioni per la realizzazione della nuova cartografia a copertura globale del territorio che sia l’Infrastruttura geospaziale di livello nazionale (una NSDI 2.0 appunto) in grado di dare risposte ai grandi temi della sicurezza del territorio.

2 - Promuovere la libera fruizione delle Infrastrutture di Dati Territoriali, sotto il controllo della PA per quello che riguarda gli aspetti legali e qualitativi.

3 - Stimolare la formazione di una figura professionale innovativa di geografo / geomatico

4 - Promuovere la riforma degli attuali Organi Cartografici statali e regionali creando una struttura per il coordinamento, l’innovazione e l’armonizzazione delle iniziative sul territorio.

E potremmo rispondere finalmente alla famosa frase di Steve Jobs "I have an App for that..." con un "We have data for that..."


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