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Quale futuro per i navigatori satellitari?

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Luca Figini   
Giovedì 26 Gennaio 2012 15:48

smartphone navigator
Supertelefonini e tavolette digitali sono ormai ospiti fissi in plancia e prendono il posto dei classici gps portatili.

Tutto inizia nel 2004, quando il primo TomTom Go definito Pnd (Portable Navigation Device) si contrappone ai software Gps per Windows Mobile e Symbian. Per alcuni anni i Pnd hanno seguito uno sviluppo costante: i display aumentano fino a 7', le mappe migliorano, arrivano i servizi corollari e si crea l'ecosistema. Ma le vendite, dapprima esplosive, si placano prima del previsto, per poi rallentare con l'ascesa degli smartphone con ampi display touchscreen e sistemi operativi evoluti.

Nonostante i tentativi di tenere separate le due tipologie di prodotto (Pnd e cellulari), alla fine il libero mercato ha dettato la direzione: più cellulari, meno Pnd. Dal canto loro i grandi produttori (TomTom, Garmin, Navigon e così via) ce l'hanno messa tutta per sparigliare le carte e sovrapporre i due prodotti. E pensare che i Pnd hanno vantaggi non indifferenti rispetto ai cellulari (perfetti per una navigazione pedonale): sono focalizzati sulla loro funzione primaria, portare l'utente da un punto a un altro assicurando un ambiente di utilizzo semplice e intuitivo. Con tutto il necessario per il montaggio in auto.
Fedeli al mercato tradizionale sono rimasti in pochi, come per esempio Mio Technology, gli altri ormai stanno virando le loro attenzioni sulle app per cellulare. Come dargli torto? La tecnologia Gps non può svilupparsi oltre e la direzione intrapresa è quella di infarcire le risorse di navigazione con strumenti accessori che ben si adattano al telefonino. Così oggi gli iPhone e cellulari Android, con i loro ampi touchscreen da 3,5, 4,3 o 5 pollici, sono diventati veri e propri surrogati dei navigatori, basta avviare l'app che si acquista dall'App Store o dal Market per avere tutte le funzioni del Pnd, con anche qualcosa in più, come per esempio i servizi connessi a internet che si aggiornano in tempo reale, l'integrazione con la rubrica telefonica e il vantaggio di avere un dispositivo 'tuttofare' in tasca.

L'investimento richiesto si aggira intorno ai 20/30 euro per arrivare a sfiorare i 90 euro con la cartografia europea e i software prodotti dai marchi celebri. Se TomTom e Navigon si contendono la palma per il migliore software su iPhone, Garmin ha appena fatto il grande passo portando StreetPilot sul Melafonino; per Android non c'è nemmeno bisogno di spendere un euro. Google Maps Navigatore prevede voce guida, mappe interattive e indicazione del traffico, ha solo bisogno del collegamento a internet perché le mappe sono online. Senza dimenticare alternative rinomate come iGo, Sygic e Navmii, mentre su Windows Phone c'è già l'eccellente Navigon e chi acquista un Nokia ha la navigazione gratis con Drive e cartografia europea. Tutto questo corroborato da una ricchissima dote di app geolocalizzate per i principali sistemi operativi che propongono servizi dedicati, come informazioni e segnalazione di autovelox e tutor.

Certo, lo smartphone è un valido compagno di viaggio purché lo si monti su un apposito supporto da auto. In mancanza, si stanno sviluppando centri multimediali da auto che prelevano dal cellulare le funzioni multimediali e di navigazione, basta collegare l'apposito cavo. Sì, perché la sicurezza al volante è importante, soprattutto quando non ci si accontenta dello schermo del cellulare e si vuole esagerare con un lucido touchscreen del tablet. I modelli con pannello da 7 pollici coniugano dimensioni e ingombro, ma si può anche tentare di appoggiare un iPad sul cruscotto per avere una visuale panoramica. L'importante è utilizzare un sostegno opportuno, che tenga il dispositivo che avete scelto in salda posizione, e non distrarsi. Anche se avete un tablet, state guidando e l'attenzione dovrebbe essere rivolta alla strada... non all'interfaccia dello schermo supersize.

(Fonte: Il Sole 24ORE - Motori)


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