Festival delle Scienze 2012 |
| Fabrizio Bernardini |
| Martedì 24 Gennaio 2012 10:36 |
![]() Si è concluso il 22 gennaio la settima edizione del Festival delle Scienze presso il Parco della Musica a Roma. Il tema di quest'anno è stato Il Tempo, un tema evidentemente complesso nella sua essenzialità, e pieno di risvolti fisici, filosofici, psicologici e pratici. Dal punto di vista del pubblico l'evento è stato sicuramente un successo, anche se alcune delle presentazioni (perennemente, ed impropriamente, chiamate "lectio magistralis" anche se il relatore non era un accademico, nè l'argomento valeva l'appellativo) hanno solo rasentato il concetto di Tempo, usandolo come scusa per trattare altri argomenti. Se da un punto di vista negativo ci ha colpito la frettolosa, disordinata, ed inadeguata "lezione" del relatore che ha introdotto l'intera manifestazione, Jean-Pierre Luminet, il quale ben ha sfruttato l'occasione per presentare i titoli dei suoi diversi testi divulgativi, da un punto di vista positivo vogliamo invece evidenziare due tra gli interventi degni di nota.
Il primo è quello della scrittrice, storica della scienza, Dava Sobel, autrice del famosissimo libro "Longitudine" che narra della storia di John Harrison e dello sviluppo dei cronometri per la navigazione (il successo del quale non è stato però equiparato dai suoi titoli più recenti). La Sobel ha presentato in maniera semplice, chiara e completa la storia della misura del tempo, dall'antichità fino ai giorni nostri. Una presentazione perfetta, esemplare e chiarissima che non poteva non costituire un godimento anche per chi avesse straconosciuto gli argomenti, i quali sono stati trattati in maniera precisa, divertente e divulgativa.
Il secondo è stato quello del prof. Rovelli, un fisico, delle cui esposizioni divulgative abbiamo sentito parlare, ma senza poterlo mai "sperimentare" di persona. Ebbene il Rovelli si è rivelato appartenere a quella rara classe di scienziati-divulgatori, che con semplicità, modestia ed efficacia, ed anche rapidità, riesce a portarci alle frontiere della fisica teorica, usando corde, lenzuola, orologi da tasca ed altri oggetti. Ha catturato la fantasia di tutti, compresi dei più giovani (non tanti) presenti al suo intervento, ed anche quella di persone evidentemente più addentro alla materia.
Persone come il Rovelli, e come altri relatori del Festival, che non hanno paura di usare termini tecnici e scientifici quando serve, sono esempi di una divulgazione che la società attuale crede sia "pericolosa" per l'audience, persino nelle scuole, e che è ormai estranea a qualunque mezzo di informazione di massa. Persone come la Sobel, invece, dimostrano che l'arte di spiegare la scienza, e la storia della scienza, costituisce a tutti gli effetti una forma di intrattenimento valida per chiunque, e per qualunque età.
Il Festival delle Scienze 2012, dedicato al Tempo, è stato sicuramente un successo, e il tutto esaurito dimostra ampiamente la fame di buona cultura che esiste nel deserto del nostro Paese. Unico vero rammarico, a nostro giudizio, è la mancanza di qualche relatore che affrontasse il ruolo, il significato e la comprensione del tempo nella musica, la quale, tutto sommato e nonostante la sua natura strettamente legata al tempo, è stata un po' il grande assente di questa manifestazione.
(Fonte: Fabrizio Bernardini) Vedi anche: Altri articoli di questo autore |
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