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Mars 500: un primo passo verso Marte

( 2 Votes )
(Gianluca Pititto; credits: ESA, IBMP)   
Mercoledì 07 Dicembre 2011 02:50

logo mars500 200px

Martedì 6 Dicembre ESA e l’azienda alimentare italiana Granarolo hanno indetto una conferenza stampa a Roma, presso l’accogliente Boscolo Aleph Hotel al centro della capitale, per la presentazione della missione MARS 500: la sua storia ed una overview dei risultati, grazie anche alla presenza dei due membri europei dell’equipaggio, l’ingegnere italiano Diego Urbina  e l’ingegnere francese Romain Charles.
All’incontro, che ha visto la presenza di una folta schiera di testate giornalistiche  italiane (tra cui Geomedia) ed internazionali, è intervenuto tra i relatori anche l’ing. Andrea Borsari, Responsabile Scientifico della Granarolo, azienda coinvolta nel progetto per gli studi e le realizzazione di prodotti alimentari idonei al particolare tipo di missione.
I due astronauti hanno partecipato ad un TweetUp organizzato per l’occasione.

MARS500 è stata la più lunga missione spaziale internazionale simulata di sbarco umano su Marte finora condotta ed che ha visto un team di sei volontari vivere per 520 giorni in condizioni di isolamento, tentando di riprodurre il più fedelmente possibile il contesto operativo di una missione di sbarco sul Pianeta Rosso. Lo studio è stato condotto dal russo Institute of Biomedical Problems (IBMP), con una forte partecipazione dell’ESA.
Il progetto-missione si è articolato in tre fasi: iniziato nel 2007 e terminato il 4 Novembre scorso con il “rientro” a Terra dell’equipaggio. La prima fase, di 14 giorni di durata, è stata principalmente dedicata  al test della infrastruttura ospitante utilizzata e sulle procedure operative.  Nella seconda fase, sviluppata nel 2009, i sei membri dell’equipaggio (4 russi e 2 europei) hanno trascorso un periodo di pre-isolamento nella struttura di 105 giorni. Infine, la terza fase di simulazione della intera missione, è iniziata nel Giugno 2010 ed è durata 520 giorni.

La struttura utilizzata è stata una speciale costruzione  realizzata presso l’Institute of Biomedical Problems di Mosca, comprendente il vero e proprio ambiente di isolamento (in cui l’equipaggio ha vissuto ed in cui sono stati ricreati sia gli interni che gli esterni di un ipotetico sbarco su Marte), la Sala Operativa, infratstrutture tecniche ed uffici. In particolare, l’ambiente di isolamento è stato composto da quattro moduli abitativi ermeticamente sigillati, ma interconnessi (modulo per le attività  mediche, modulo abitativo, simulatore del modulo di atterraggio, magazzino), con aggiunto un quinto modulo utilizzato per simulare la superficie marziana e consentire attività esplorative esterne. Il totale del volume abitativo è stato di 550 mc.

mars500facility

                                              La  struttura ospitante del simulatore di MARS 500 (credits: ESA; IBMP)

Obiettivo del progetto è stato soprattutto quello di approfondire non tanto gli aspetti tecnologici, quanto quelli  fisiologici e psicologici di una missione di lunga durata (oltre i sei mesi, già dominio delle missioni sulla ISS), per la quale gli astronauti debbono obbligatoriamente maturare  una speciale  preparazione mentale e fisica. Capire e prevedere le reazione dell’essere umano in condizioni di forte pressione fisica e psichica è fondamentale per l’adozione delle adeguate tecniche di preparazione e delle eventuali contromisure da adottare in contesto operativo. In questo senso MARS 500 si configura come un tassello importante nel lungo cammino di preparazione di missioni spaziali esplorative di lunga durata, in particolare per lo studio degli aspetti medici e psicologici. Va sottolineata l'importanza dell'esperienza pur non potendo contemplare in essa gli importanti effetti delle radiazioni, dell’assenza o riduzione della forza gravitazionale, nonché l’effetto psicologico del timore di essere in pericolo di vita (lacuna riconosciuta dagli stessi membri dell’equipaggio).

A partire dall’inizio della “missione” e dall’ingresso nell’area di isolamento  i sei astronauti hanno potuto  mantenere contatti solo tra di loro e con le voci provenienti da un Centro di  Controllo simulato e, tramite esso, dai propri amici e familiari. Pochi gli effetti personali consentiti: film, libri e personal laptop. Sono stati simulati tutti gli elementi di una vera missione su Marte: il viaggio, l’orbita attorno al pianeta, l’atterraggio, il ritorno sulla Terra.  Durante la permananenza sul suolo marziano l’equipaggio ha dovuto gestire un gran numero di attività operative: monitoraggio e cura del proprio stato psico-fisico, controllo del consumo delle risorse, cura dello stato dei moduli ed esecuzione di una gran numero di attività scientifiche. Tra queste anche attività di esplorazione della superficie marziana, con tanto di simulazione di  situazioni di emergenza.

La conferenza stampa romana di martedì, già svoltasi in precedenza  a Parigi e che nei prossimi giorni verrà replicata a Madrid, si è aperta con  l’intervento introduttivo di Fulvio Drigani dell’ESA e di Delfina Bertolotto dell’ASI. A seguire Elena Feichtinger ha illustrato più approfonditamente il ruolo dell’ESA nella missione e presentato i sei membri dell’equipaggio. I due “marsonauti” europei, Urbina e Charles,  erano presenti fisicamente ed hanno raccontato i giorni della missione, proiettando foto e filmati. I due ingegneri hanno  parlato delle difficoltà incontrate durante l’arco dei 520 giorni, legate alla monotonia, alla ripetitività dei test, ma anche legate alla particolare alimentazione, dovendo rispettare un rigido menù di bordo. Essendo l’equipaggio russo-europeo per la comunicazione a bordo è stato usato il “rushglish” (così definito scherzosamente da Urbina), un misto tra russo e inglese, lingue entrambe parlate correttamente da tutti i marsonauti. Urbina e Charles hanno anche mostrato momenti familiari della missione, proiettando le  foto dei festeggiamenti in occasione di Halloween e del Capodanno.

In relazione ai problemi di alimentazione è successivamente intervenuto l’ing. Andrea Corsari della Granarolo,che ha raccontato come l'azienda emiliana abbia prodotto yogurt e snack di parmigiano reggiano per la missione,  in modo da sperimentare la formula più adatta alla conservazione e al consumo di alimenti durante un reale viaggio spaziale.

Durante tutto il periodo della "missione", Diego Urbina ha inviato i messaggi in rete come @diegou in inglese, italiano e spagnolo. Dopo il "rientro" si è unito anche @Romain_Charles, con messaggi in inglese e in francese. Insieme i due hanno anche prodotto un diario che veniva regolarmente pubblicato sul portale dell'ESA, così come dei video-diari che sono divenuti molto popolari su YouTube.

Il racconto della conferenza stampa è stato seguito dalla comunity di Twitter attraverso i post di 20 partecipanti selezionati.

I risultati scientifici definitivi della missione MARS 500 saranno presentati a Colonia nel mese di  Febbraio ed a Mosca nel mese di Aprile 2012.

[Fonte: Redazionale]


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