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Finalmente aperti i dati della Pubblica Amministrazione

( 4 Votes )
Renzo Carlucci   
Domenica 23 Ottobre 2011 07:03

logo-dati.gov.it 

Inaugurato dal Governo italiano il sito dati.gov.it, il portale nazionale dei dati aperti della PA, nato per consentire a cittadini, sviluppatori, imprese, associazioni di categoria e alle stesse pubbliche amministrazioni di fruire nel modo più semplice e intuitivo del patrimonio informativo della pubblica amministrazione.

Il portale comprende un motore di ricerca che consente di selezionare dati con ricerca libera o tramite selezione per formato, area tematica di pertinenza o tipo di licenza. Tra quest’ultime spicca la nuova Italian Open Data Licence v1.0 IODL, una licenza italiana per i dati aperti progettata per permettere a tutte le pubbliche amministrazioni italiane di diffondere i propri dati, sviluppata da Formez PA proprio con lo scopo di promuovere la “liberazione” e valorizzazione dei dati pubblici secondo la linea già tracciata dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione con la pubblicazione del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, che all’Articolo 52 pone in primo piano la responsabilità delle pubbliche amministrazioni nel rendere disponibili i propri dati in modalità digitale.

E’ presente una pagina dedicata alla segnalazione di nuovi dataset che si rendano disponibili nel tempo per essere inseriti all’interno della banca dati attraverso la compilazione di un form descrittivo.

Una ampia sezione è dedicata alle spiegazioni che vanno dalla filosofia di Open Data, ove si rimanda direttamente alla scheda presente su Wikipedia , all’importante Vademecum diviso in due parti, la prima che introduce il concetto di Open Government, la prassi dell'Open Data e presenta un approfondito quadro normativo sui due temi, la seconda che tratta il tema sul come “aprire i dati” della pubblica amministrazione con la descrizione degli aspetti tecnici, organizzativi e giuridici da affrontare prima di rendere disponibili i dati dell’Amministrazione.

Di particolare interesse la sezione dedicata agli smartphone, ove addirittura si bandisce un concorso per la realizzazione delle migliori “app” con i dati liberati.

Questo passo costituisce una conquista civile che finalmente giunge per rendere disponibile a tutti i cittadini i dati presenti nelle amministrazioni pubbliche, che fino a ieri, appannaggio di pochi, consentivano di creare piccole sacche di potere locale. Si pensi che in amministrazioni quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è dagli anni novanta che attraverso varie iniziative di carattere europeo e mondiale (vedi ad esempio il MoU per il Multimedia Access to Cultural Heritage del 1996, o i programmi e-Content e e-Content Plus della EU che promuovevano la digitalizzazione dei dati per consentirne l’accesso ai cittadini) si tenta di arrivare a questo risultato.
In altre situazioni di nostro interesse potranno aprirsi scenari particolari e quello da cui molti attendono una risposta è il Catasto che proprio in questi giorni ha stipulato una convenzione con l’Istituto Geografico Militare per arricchire la cartografia IGM con quella delle 300.000 mappe catastali. Chissà che questa mossa non preluda ad una successiva apertura del dato geografico dell’IGM e di riflesso quindi quello del Catasto stesso. Di certo si dovranno affrontare nodi particolari perché la liberalizzazione del dato geografico dovrà passare al vaglio di altre leggi quali ad esempio quella della privacy e porre dei chiari elementi atti a segnalare eventuali situazioni di variazione del dato che ne facciano perdere la congruenza intrinseca e “reale”. Noi ci auguriamo che questa apertura raggiunga velocemente gli Organi Cartografici Ufficiali dello Stato e che da loro ci vengano indicazioni precise per la diffusione e il libero scambio consapevole e protetto, da opportune licenze d’uso, dei dati geografici.


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