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Il terremoto in Giappone causò una enorme rottura di ghiacci in Antartide

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Renzo Carlucci   
Martedì 09 Agosto 2011 18:57

icebergtsunami

Gli effetti del terremoto del marzo 2011 e del conseguente tsunami che ha devastato le zone del Giappone sono arrivati fino in Antartide come documentato da immagini satellitari che mostrano iceberg creati dopo che lo tsunami ha colpito l'Ice Shelf Sulzberger.

Utilizzando le immagini radar acquisite dal satellite Envisat dell'ESA, una squadra della NASA è stata in grado di individuare iceberg di elevate dimensioni: il più grande misura circa 6,5 ​​per 9,5 km in superficie e circa 80 m di spessore.
I risultati che collegano lo tsunami all'evento partono dalla ricercatrice Kelly Brunt della NASA, una specialista della criosfera al Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland. I suoi risultati sono stati appena pubblicati nel Journal of Glaciology online.

Il terremoto di magnitudine 9,0 di Tohoku dal largo delle coste del Giappone ha innescato uno tsunami con onde giganti. Le onde poi propagarono attraverso l'Oceano Pacifico per più di 13 000 km a sud fino alla piattaforma Ice Shelf Sulzberger in Antartide, causando distacchi di grossi pezzi di ghiaccio che galleggiano nel mare di Ross.

Le onde erano probabilmente di soli 30 cm di altezza quando hanno raggiunto la piattaforma Sulzberger, ma la consistenza delle onde create è stata sufficiente a causare lo stress di rottura.

asar 12-16-03-2011 H

"Queste nuove scoperte in Antartide dimostrano che le osservazioni satellitari sono essenziali per comprendere i meccanismi e gli effetti associati a disastri naturali", ha dichiarato Henri Laur, responsabile della missione Envisat dell'ESA.

"I dati di Envisat del terremoto Tohoku sono stati sfruttati intensivamente dagli scienziati per fornire una mappa dettagliata della deformazione della superficie in Giappone un paio di settimane dopo il terremoto".

Il radar avanzato ad apertura sintetica a bordo di Envisat, può catturare immagini in tutte le condizioni climatiche e di illuminazione, ed è quindi essenziale per osservare le zone polari. Ogni giorno, Envisat raccoglie immagini radar dell'Antartide. Quelle immagini sono liberamente disponibili per chiunque utilizzi il sito web MIRAVI dell'ESA.

(Fonte ESA)


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